Aumentare o ridurre l’IVA. Posizioni contrastanti

19-07-2013 – Non ha uno stretto rapporto col vending, ma è una notizia che riportiamo perché faccia riflettere.
La stampa ha annunciato ieri che la Grecia, Paese che non se la passa sicuramente meglio di noi, ha deciso di tagliare l’IVA per quanto riguarda il settore alimentare: ristoranti, bar e caffè.
A partire dal 1° Agosto prossimo, il Governo greco, addirittura col beneplacito della rigidissima Troika, ridurrà l’IVA dal 23 al 13% in questi settori che sono fondamentali per il turismo, nella convinzione che incentivandone i consumi, si genereranno nuove e maggiori entrate per lo Stato.
Nonostante qualche perplessità, la proposta è passata e diventerà effettiva ma a una condizione. Il primo ministro Samaras ha avvertito i commercianti che la contropartita deve segnare anche la fine dell’evasione fiscale, un impegno che i commercianti dovranno assumersi a fronte dei benefici offerti dal Governo che non si limitano solo alla riduzione dell’aliquota IVA, ma prevedono anche una riduzione delle tasse.
È chiaro che se i patti non saranno rispettati e non ci dovessero essere benefici per le casse dello Stato, non solo l’aliquota tornerà al 23% ma ci sarà un inasprimento della tassazione.
Riflettendo sugli aumenti – effettivi o previsti – dell’IVA e delle tasse nel nostro Paese e a prescindere dai pareri personali sulle misure prese dal Governo greco, non fa riflettere l’atteggiamento di fiducia e il clima non persecutorio che la Grecia ha assunto nei confronti dei contribuenti di questo settore in un momento così grave della sua economia?
grecia

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