Cover-DA. Un tocco di design nel Vending

Articolo estratto dal numero 30 della rivista Vending News – Anno 2017 / 28 settembre

10-07-2018 – Roberto Valentini è un designer specializzato nel campo della progettazione, che ha sviluppato un importante bagaglio di esperienze nella consulenza d’immagine per le aziende e nella design strategy.
Ad un certo punto del suo percorso professionale ha incrociato il Vending, un settore nel quale ha sviluppato progetti ed allestimenti sia per l’associazione di categoria Confida che per aziende di rilievo. E, come accade a molti, tra Roberto Valentini e il Vending è scattata la classica scintilla, al punto che realizzare progetti dedicati al comparto è diventato un po’ il fil rouge della sua attività. Di recente ha ideato e sviluppato un progetto tutto suo, che lo inserisce di diritto nella folta compagine dei protagonisti della Distribuzione Automatica italiana.
Nell’intervista raccolta dalla nostra redazione, Roberto Valentini racconta di sé, del suo ingresso e delle sue esperienze nel Vending e svela i dettagli di Cover-DA, il progetto al quale sta intensamente lavorando per offrire ai gestori una soluzione innovativa ed economica per allestire aree ristoro decorose e funzionali.

Quando ha iniziato a lavorare nel settore del vending?
Tutto è iniziato nel 1997, quando Lucio Pinetti, allora direttore generale di Confida, mi coinvolse nel progetto Venditalia. Tra me e Lucio c’era un rapporto di grande stima, fondato sull’amicizia nata al Centro Sperimentazioni della Montedison, azienda dove lui allora lavorava e con la quale io stavo collaborando. Divenuto successivamente Direttore Generale di Confida, Lucio mi chiamò chiedendomi delle proposte di logo per Venditalia, la nascente fiera italiana del Vending, proposte che gli servivano per l’indomani mattina. Attaccò lasciandomi senza la possibilità di protestare per l’esiguo tempo a disposizione.
La prima edizione di Venditalia fu tutta una corsa, ma fu anche una bellissima esperienza.

Di cosa si è occupato nello specifico?
Ho curato tutta l’organizzazione tecnica e grafica degli allestimenti generali ed istituzionali, oltre che lo sviluppo e l’allestimento delle mostre, seguendo quanto l’associazione voleva. L’indicazione più importante che mi venne data fu che l’immagine di Venditalia dovesse essere fortemente istituzionale per dare importanza al settore e all’associazione di categoria.
Quindi non solo un evento commerciale, ma un’occasione per far conoscere al mondo e alle istituzioni l’importante realtà della distribuzione automatica che ancora al tempo era catalogata come “quelli delle macchinette”.
Si decise perciò di riservare l’atrio d’onore allo stand Confida e alle mostre. Infatti, nell’edizione del 1998, lo stand Confida venne posto al centro dell’atrio e realizzato a forma di anfiteatro a sottolineare l’importanza centrale dell’associazione di categoria e l’accoglienza entro i propri confini delle realtà del settore.
Mi sono occupato di Venditalia fino all’edizione del 2004, ovvero fin quando si è svolta a Genova.

Degli allestimenti realizzati, quale le è rimasto nel cuore?
Direi tutti, ma in particolare quello dell’edizione del 2000. Per me, appassionato di cinema, è stata una mostra bellissima per la particolarità del tema “Il Vending nel Cinema” che si è tradotto in un filmato composto da spezzoni di film, in cui i distributori automatici diventano parte attiva della sceneggiatura, con risvolti il più delle volte umoristici.
A partire da Tempi Moderni di Chaplin, in cui non è proprio un distributore automatico ma un servizio automatico a molestare un operaio della catena di montaggio, ai film di Fantozzi dove il ragionier Ugo è preso di mira da un distributore automatico dispettoso. O ancora la vending machine assassina nel film Brivido di Stephen King. Sono tante le apparizioni dei distributori automatici nelle pellicole cinematografiche, anche se non tutti gli spettatori sono capaci di coglierle. Ciò comunque è segno che il distributore automatico è entrato prepotentemente nel nostro vissuto giornaliero.
Il filmato era visibile grazie ad un maxischermo posto nello stand Confida e a dei maxivisori, simili ai visori delle diapositive dislocati nell’atrio d’onore.
Oltre che per Venditalia, ha collaborato anche con altre realtà del settore?
Sì, con parecchie! Sia con Confida in qualità di consulente d’immagine per la realizzazione di stampati, logotipi, atti di convegni e allestimenti, che con alcune aziende del settore come Covim, SEM, Baltom, Briel, OTR, Silplaster, Bottoli, Arimel, Cami, Frigoli.
Nel frattempo, avevo fondato la società Art&Works insieme ad Alessandro Fontana, sviluppando anche una certa esperienza nel campo editoriale dedicato al settore. Tutto questo è andato avanti fino al 2010, anno in cui mi sono allontanato dal Vending.

Ma è stata solo una pausa…
Sì, infatti, una pausa durata 4 anni, fino al 2014 quando Lucio Pinetti ancora una volta mi contattò per chiedermi di occuparmi dell’ideazione e dell’allestimento dell’area progettuale della Special Edition di Venditalia 2015, quella realizzata in concomitanza con Expo Milano. All’interno di questa area ho realizzato gli allestimenti per la Flo, la Ducale, la Watercoolers Italia, la Food 24 e Sep H2O.
Il progetto Venditalia Special Edition ha risvegliato in me la passione per il Vending, tanto che dal 2016 ho iniziato a studiare e progettare un sistema di allestimento per i distributori automatici che ha preso il nome di Cover-DA e che credo possa offrire ai gestori un prodotto interessante per creare aree ristoro di appeal per i consumatori.

Ci spiega nel dettaglio cos’è Cover-DA e come è nata l’idea?
Cover-DA è una “famiglia” che raggruppa sistemi di allestimento che rispondono a concetti di stile e praticità con un rapporto qualità/prezzo sostenibile.
Quando ho iniziato a pensare a questi sistemi, l’idea originale era la creazione di una struttura che avvolgesse i distributori automatici in modo discreto, ma che fosse al tempo stesso d’effetto, proprio come le cover dei cellulari e da qui il nome, appunto, di Cover-DA. L’idea per la realizzazione è arrivata durante Venditalia 2015. Qui incontrai Marco Marcazzani della Food 24 che presentava il sistema @Dining dedicato alle mense automatiche e con il quale ipotizzammo un allestimento personalizzato per il suo prodotto.
A Venditalia 2016 ho riscontrato un significativo interesse per le cover che avevo realizzato e da lì è nato il mio progetto Cover-DA con l’obiettivo di offrire un prodotto adattabile a più modelli, in grado di vestire batterie di distributori automatici con un sistema pratico e di facile montaggio. Così ho realizzato “Up&Go“, un nuovo sistema universale, il cui nome prende spunto dalla facilità del montaggio: lo sollevi e vai via.
Quando ho progettato le cover, ho pensato innanzitutto che dovessero essere semplici da installare. Una delle prime ipotesi è stata quella di utilizzare come struttura portante i distributori stessi, sfruttando pareti e top ad incastro, di facile trasporto, montaggio e smontaggio. Una cover per due distributori può essere montata da un unico operatore in 5 minuti, poiché tutte le operazioni sono facilitate dalla leggerezza dei componenti realizzati in polistirene espanso sintetizzato (Eps) e strutturati grazie alla resinatura poliuretanica.
Le tecnologie e i materiali utilizzati permettono inoltre la realizzazione di molteplici forme personalizzabili, solo il sistema di montaggio è unico.
Nelle Cover prodotte fino adesso ho utilizzato la forma base che nella sua semplicità comunica eleganza e pulizia.
  

Oltre all’Eps, le cover possono essere realizzate in altri materiali?
L’Eps è una soluzione che soddisfa vari presupposti, molto interessante è la resinatura cementizia che trasmette una sensazione materica più calda.
Le cover possono comunque essere realizzate anche in legno e presto in metallo. Al di là dei materiali è il concetto e la ricerca di semplicità che dovranno caratterizzare ogni scelta.

Cover-DA crea qualche problema per le operazioni di caricamento e la manutenzione dei distributori?
L’operazione di caricamento non viene ostacolata dalla cover poiché i tramezzi sono posizionati in modo da garantire l’apertura delle porte dei distributori. Per quanto riguarda la manutenzione, invece, per una composizione piccola non sorgono problemi, poiché in due minuti la cover può essere rimossa. La situazione si complica un po’ per batterie più grandi e per questo motivo sto studiando un nuovo sistema capace, in questi casi, di rendere indipendente la cover dalle macchine.

Sei riuscito a soddisfare anche il requisito di prezzo basso?
Il prezzo è molto competitivo rispetto alle altre soluzioni presenti sul mercato, soprattutto se si tiene conto della facilità di gestione e del poco tempo necessario per il montaggio.

Sono previste ulteriori versioni di Cover-DA?
Questo progetto è in continua evoluzione! Attualmente ho in cantiere soluzioni per distributori con apertura dall’alto, un modello da realizzare completamente in metallo che prenderà il nome di Metal Jaket ed un sistema, in fase di prototipizzazione, studiato per composizioni da 2/3 macchine.
Questo ultimo sistema, che ho chiamato Push&Pull, rappresenta una soluzione molto flessibile, da poter personalizzare in base alle esigenze del gestore e alle macchine che utilizza. In tal modo, si potrà adottare una cover che vada bene per la maggior parte dei modelli di macchina e che quindi non dovrà essere cambiata, nel caso si dovesse sostituire un distributore automatico con uno di larghezza diversa. Faccio un esempio: se in una locazione ho una Faster 900 ed un’Opera posso sostituire la Faster 900 con la Faster 1050 senza dover cambiare la Cover.

Oltre alle cover, progetta anche altri componenti per i distributori automatici?
Sì, il mio lavoro non si limita solo alla progettazione di cover! L’essere entrato in contatto con aziende del settore mi ha dato parecchi stimoli, che mi stanno portando a progettare accessori e complementi, in modo da poter offrire un prodotto finito.
Anche se da un anno la mia versatilità e nuove collaborazioni mi hanno spinto più decisamente verso il contract alberghiero, il mondo della distribuzione automatica resta per me un punto di riferimento, un campo appassionante che è ormai parte della mia storia professionale.

Per saperne di più
www.valentinidesign.it www.coverda.it

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