Un atto amministrativo firmato l’8 aprile dalla Città Metropolitana di Roma Capitale ha reso ufficiale quello che in molti temevano: il nome Crik Crok scompare dalla denominazione societaria dello stabilimento di Pomezia, sulla via Pontina, dove da oltre settant’anni vengono prodotti alcuni degli snack salati più noti d’Italia. Al suo posto compare N.L. Distribuzione srl, la società subentrante cui è stata volturata l’autorizzazione unica ambientale rilasciata nel 2019. Un cambio formale, ma dal peso simbolico difficile da ignorare.
Per il canale del vending, che da decenni ha distribuito le patatine e gli snack Crik Crok, la notizia ha un significato concreto: si chiude una stagione, quella di un marchio che ha accompagnato generazioni di consumatori e si apre un capitolo ancora tutto da scrivere.
Crik Crok nasce nel 1949 per mano di Carlo Finestauri, che introduce in Italia la lavorazione delle patate in chips sul modello americano. Nel tempo l’azienda costruisce un ciclo produttivo completo, dalla materia prima alla distribuzione, con due stabilimenti: quello storico di Pomezia e uno a Brescia. Nel 1987 entra nella multinazionale inglese United Biscuits; nel 1996 torna alla famiglia Finestauri. Una parabola tipica di molte eccellenze alimentari italiane, tra internazionalizzazione e riappropriazione identitaria. La prima crisi seria arriva nel 2015, quando il calo dei consumi e la contrazione della rete distributiva mettono a rischio la sopravvivenza dell’azienda. Dal 2017 una nuova proprietà e un nuovo management – guidato da Francesca Ossani – avviano una ristrutturazione profonda, portano a termine un concordato preventivo e riescono a salvare 150 posti di lavoro, rilanciando anche l’export. Un risultato che nel 2019 vale alla manager il riconoscimento “Made in Lazio” dalla Regione.
La tregua dura però meno di un decennio. Nel 2025 l’azienda presenta una nuova richiesta di concordato preventivo e annuncia l’arrivo di un investitore interessato a rilevare l’attività. I 92 dipendenti entrano in cassa integrazione fino ad aprile 2026. La Regione Lazio apre un tavolo di crisi, riconoscendo il valore strategico del marchio non solo a livello locale ma anche nazionale. I sindacati chiedono garanzie sui livelli occupazionali e sulla continuità produttiva dello stabilimento.
La determinazione dell’8 aprile chiude formalmente la fase Crik Crok srl e trasferisce le autorizzazioni a N.L. Distribuzione, che dovrà rispettare tutte le prescrizioni già previste per il sito. Resta però aperta la domanda più importante: quale sarà il futuro produttivo dello stabilimento? Il marchio Crik Crok, nato con lo slogan “Fanno Crik o fanno Crok?” e reso celebre anche da spot con Lillo & Greg, potrebbe sopravvivere come brand commerciale anche sotto la nuova gestione. Ma per ora è solo una speranza, non una certezza.
Per il vending, un eventuale rilancio produttivo sarebbe una buona notizia: gli snack salati restano tra le referenze più gettonate nei distributori automatici, e un marchio con questa riconoscibilità difficilmente si lascia andare senza combattere.
