Decade l’obbligo di aumentare la percentuale di frutta in succhi e bibite

28-08-2013 – L’ articolo 8, comma 16 e 16 bis del DL. 158/2012 del “Decreto Balduzzi” è stato bocciato dal’Unione Europea in quanto incompatibile con le disposizioni dell’U.E.  in materia e pertanto inapplicabile.
Il decreto, poi convertito in legge, stabiliva che la percentuale di frutta delle bibite definite “alla frutta” o vendute con un nome di fantasia e con un richiamo alla frutta nell’etichetta (ad esempio la Fanta), avessero un contenuto reale minimo di frutta del 20%, contro l’attuale 12%. 
Il decreto, passato attraverso una serie di emendamenti, appoggiato da Coldiretti e dal Ministero dell’Agricoltura che se ne era fatto promotore, aveva suscitato polemiche e proteste da parte delle multinazionali, che minacciavano di trasferire la produzione all’estero, e della stessa Assobibe. La rettifica della ricetta avrebbe comportato un cambiamento nel gusto delle bibite tale da renderle irriconoscibili per i consumatori, con conseguenti cali dei consumi e pesanti risvolti per la produttività e l’occupazione.
L’intervento della Commissione Europea che aveva prontamente aperto un caso a carico dell’Italia ha portato all’annullamento della legge, ufficializzato con la pubblicazione della decisione dell’U.E. sul portale del Ministero della Salute e in tutte le sedi di pertinenza.

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