Distributori automatici in aeroporti e stazioni: cosa dice la ricerca Nomisma sul travel retail
La ricerca Nomisma per ATRI certifica un miliardo di passeggeri e 3,176 miliardi di fatturato nel travel retail italiano. Per il vending, quei flussi sono un'opportunità strutturale.
Il travel retail italiano vale 3,176 miliardi di euroe cresce a ritmo sostenuto. Lo certifica la ricerca “Il Travel Retail in Italia: numeri chiave, tendenze e ruolo per il sistema Paese“, realizzata da Nomisma per ATRI – Associazione Travel Retail Italia – e presentata il 29 aprile 2026 al Forum ATRI di Torino. I dati fotografano un comparto in espansione, con numeri che parlano direttamente anche al mondo della distribuzione automatica: quei flussi di passeggeri sono lo stesso bacino di utenza che ogni giorno si ferma davanti a una vending machine in attesa di un treno o di un volo.
Nel 2025 il travel retail ha generato un fatturato diretto di 3,176 miliardi di euro, con una crescita del +7,2% rispetto all’anno precedente. L’impatto complessivo sull’economia – includendo effetti diretti, indiretti e indotto – arriva a 7,8 miliardi di euro, con un moltiplicatore pari a 2,5. Il comparto conta 1.951 punti vendita e 44.180 addetti diretti, per un totale di circa 80.000 occupati nell’economia allargata. Il dato strutturale più rilevante riguarda i volumi di traffico. Nel 2025 oltre un miliardo di passeggeri ha transitato tra aeroporti e stazioni ferroviarie: 230 milioni negli scali aerei e 830 milioni nelle stazioni. La spesa media per passeggero in partenza si attesta su 19,2 euro. Non si tratta di un pubblico casuale: è audience captive, in attesa, con tempo a disposizione e una propensione alla spesa già attivata dal contesto del viaggio. La fotografia di Nomisma si concentra sul travel retail strutturato: i 1.951 punti vendita ripartiti tra retail (38%), ristorazione (29%), servizi (23%), convenience store (8%) e duty free (3%). I distributori automatici – presenti capillarmente in entrambe le tipologie di hub – non compaiono come categoria autonoma nella classificazione ATRI. Il fatturato generato dalla distribuzione automatica in questi contesti non è quindi contabilizzato nei 3,176 miliardi della ricerca, ma si inserisce negli stessi spazi fisici e sugli stessi flussi di utenza. Un miliardo di passeggeri l’anno è uno dei bacini di utenza più concentrati e prevedibili che esistano in Italia. Il viaggiatore – sia il pendolare in stazione sia il passeggero in aeroporto – ha tempo limitato, propensione all’acquisto d’impulso e, nel caso dei turisti stranieri, preferenza per soluzioni self-service. Sono le condizioni in cui il vending esprime il suo massimo vantaggio competitivo: disponibilità H24, nessuna attesa, pagamento cashless, prodotto immediatamente fruibile. A questo si aggiunge la crescita del vending non-food in questi contesti: accessori tecnologici, cosmetici, prodotti per l’igiene, articoli da viaggio. La ricerca Nomisma indica una traiettoria precisa: trasformare gli spazi di transito in destinazioni esperienziali, con innovazione digitale e sostenibilità al centro. Il vending smart – telemetria in tempo reale, interfacce touchscreen, pagamenti contactless – si inserisce coerentemente in questa evoluzione, come servizio complementare capace di coprire le fasce orarie e le esigenze che il punto vendita tradizionale non riesce a soddisfare.
Fonte: Nomisma, “Il Travel Retail in Italia: numeri chiave, tendenze e ruolo per il sistema Paese”, ricerca per ATRI — Associazione Travel Retail Italia, aprile 2026.
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