La notizia di questi giorni riporta al centro dell’attenzione una vicenda amministrativa che si trascina ormai dal novembre 2023. Ivs Italia ha presentato un nuovo ricorso al TAR dell’Umbria contro l’Azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia, chiedendo l’annullamento della delibera di aggiudicazione dello scorso 25 febbraio e la ripetizione dell’intera procedura concorsuale. Al centro della disputa c’è il lotto 2 della gara per la gestione dei distributori automatici di caffè, bevande e snack in tutti i padiglioni dell’ospedale: un appalto da 1,6 milioni di euro per cinque anni, con possibilità di rinnovo per altri due. È l’ultimo atto – per ora – di una storia che ha già consumato due sentenze, numerosi atti amministrativi e almeno altrettanti colpi di scena.
La vicenda affonda le radici in uno scandalo gestionale precedente. L’Azienda ospedaliera aveva scoperto che il gestore uscente del servizio non aveva rimborsato le utenze di luce e acqua per quasi due milioni di euro nell’arco di un decennio, una questione finita sul tavolo della Procura e inoltrata alla Corte dei Conti per la valutazione del danno erariale. È in questo contesto che, nel novembre 2023, il Santa Maria ha bandito una nuova gara pubblica per l’affidamento del servizio bar e della distribuzione automatica, suddivisa in tre lotti. Il secondo lotto – quello contestato – prevedeva l’assegnazione basata esclusivamente sull’offerta economica più vantaggiosa, senza valutazioni tecniche discrezionali.
A Dicembre 2024, a distanza di oltre un anno dal bando, l’ospedale ha escluso Ivs Italia – nel frattempo diventata il nuovo nome di Liomatic dopo l’incorporazione nel gruppo – ammettendo l’unica concorrente rimasta in gara, Coiba Srl. La motivazione dell’esclusione riguardava la presunta non conformità di alcuni prodotti offerti, tra cui due bevande energizzanti ritenute non idonee e parametri legati al contenuto calorico e alla qualità nutrizionale delle referenze. Ivs ha impugnato il provvedimento e il TAR dell’Umbria le ha dato ragione. I giudici amministrativi hanno stabilito un principio netto: in una gara basata esclusivamente sul prezzo, la stazione appaltante può escludere un concorrente solo se l’offerta non rispetta in modo certo e inequivocabile requisiti tecnici minimi fissati nel bando. Criteri come il contenuto calorico o la qualità nutrizionale – mai menzionati nella documentazione originale – non possono essere introdotti successivamente. Il TAR ha quindi annullato tutti gli atti collegati all’esclusione di Ivs e alla proposta di aggiudicazione a Coiba, ordinando la ripetizione delle operazioni di gara e la riammissione anche del Gruppo Argenta, anch’esso escluso in precedenza.
A Ottobre 2025 si ricomincia. L’Azienda ospedaliera ha preso atto della sentenza, riammesso i due operatori e riportato la procedura alla fase di valutazione delle offerte tecniche, confermando la composizione del seggio di gara. Un nuovo percorso valutativo che si è concluso a febbraio 2026 con una nuova aggiudicazione definitiva.
Ad Aprile 2026 la storia si ripete. Ivs Italia ha nuovamente impugnato la delibera davanti al TAR dell’Umbria, chiedendo questa volta non solo la sospensione dell’affidamento ma l’annullamento integrale e la ripetizione dell’intera procedura dall’inizio. Il risultato, a oggi, è una gara che dopo due anni e mezzo non ha ancora un vincitore definitivo, e un servizio – quello dei distributori automatici in uno degli ospedali più grandi dell’Umbria – che resta in un limbo amministrativo dal quale non è chiaro quando uscirà.
