Un riconoscimento territoriale importante e un investimento concreto nella cultura del caffè: nelle ultime settimane Spinelli Caffè ha affiancato due iniziative che raccontano con chiarezza la direzione intrapresa dall’azienda salentina. Da un lato, il conferimento del Premio Rosso Valentino a Giovanni Spinelli; dall’altro, l’organizzazione di un percorso formativo con uno dei massimi esperti italiani del settore, Andrej Godina. Due eventi distinti, ma accomunati da un filo conduttore preciso: il rafforzamento del posizionamento aziendale sul fronte della qualità e della professionalità.
Un riconoscimento all’imprenditoria territoriale
Il Premio Rosso Valentino, assegnato annualmente a Gallipoli, valorizza figure che si distinguono per il contributo allo sviluppo economico e sociale del territorio. L’attribuzione del riconoscimento a Giovanni Spinelli, amministratore e direttore tecnico dell’azienda, rientra proprio in questa logica: premiare un percorso imprenditoriale radicato nel territorio e capace di evolvere nel tempo mantenendo una forte identità. Per Spinelli Caffè si tratta di un riconoscimento che rafforza il legame con il territorio e certifica la solidità di un’azienda storica del panorama torrefattivo pugliese.

Parallelamente al riconoscimento, l’azienda ha avviato un intenso programma formativo ospitando presso la propria sede un corso SCA Sensory Skills – Intermediate tenuto da Andrej Godina.
Il percorso ha previsto due giornate di attività dedicate all’analisi sensoriale del caffè, con sessioni di cupping guidato, test di triangolazione e approfondimenti sulla descrizione degli aromi e delle caratteristiche organolettiche. Particolarmente significativa la scelta di coinvolgere trasversalmente diversi reparti aziendali, dalla torrefazione al vending, fino alle aree commerciali e operative, a dimostrazione della volontà di diffondere una cultura del prodotto condivisa a tutti i livelli.
L’iniziativa formativa rappresenta un segnale preciso per il mercato del vending e dell’Horeca: la qualità del caffè non è più solo una questione di materia prima, ma sempre più di competenze, conoscenza sensoriale e capacità di comunicazione. Il coinvolgimento di una figura di riferimento come Godina evidenzia inoltre la volontà dell’azienda di confrontarsi con standard elevati e di consolidare un approccio tecnico alla filiera del caffè.