Fondata nel 1976 in Friuli da Ambrogio Cattelan e dai fratelli Tomasin, CDA celebra nel 2026 il proprio cinquantesimo anniversario con la consapevolezza di chi non si ferma a guardare indietro, ma sceglie di trasformare ogni traguardo in un punto di ripartenza. A guidare oggi l’azienda è Fabrizio Cattelan, figlio del fondatore, entrato in società nel 1994 in una fase di profonda trasformazione del mercato. Sotto la sua guida, CDA ha consolidato la propria presenza nel Friuli Venezia Giulia e nel Veneto Orientale, diventando un riferimento riconoscibile per qualità del servizio, radicamento territoriale e approccio etico all’impresa.

“La convinzione che l’impresa debba generare valore non solo economico, ma anche sociale e ambientale“, spiega Cattelan, è da sempre alla base del modello CDA. Un modello che si articola su tre pilastri: qualità, sostenibilità e relazione. Un asset che si traduce in azioni concrete: dall’ottimizzazione dei percorsi dei mezzi alla donazione al Banco Alimentare dei prodotti freschi ritirati ancora integri, dal welfare interno al progetto Microdono, che consente ai clienti di destinare 10 centesimi per caffè a realtà benefiche del territorio, con CDA che raddoppia la somma raccolta.
A cinquant’anni dalla fondazione, Cattelan guarda alle sfide future: sostenibilità misurabile, gestione delle risorse umane, innovazione culturale con la stessa prospettiva che ha sempre guidato CDA. “Preservare l’umanità in un settore sempre più tecnologico. È lì che si giocherà la differenza“.
I festeggiamenti per l’anniversario saranno un momento corale, centrato sul concept scelto dall’azienda: “50 anni di ecosistema umano”.