Era il paese che li aveva portati ovunque, dalla vetta del Monte Fuji alle strade più remote della campagna. Un distributore automatico ogni venti abitanti, cinque milioni e mezzo di macchine operative al loro picco, bevande calde e fredde disponibili a qualunque ora, in qualunque condizione meteorologica. Il Giappone era, per definizione, il regno del vending. Oggi quella stagione si sta chiudendo, e la velocità con cui si sta chiudendo ha colto di sorpresa anche gli operatori più strutturati del settore.
Dal picco di 5,6 milioni di unità toccato nel 2000, il parco installato è sceso a circa 3,9 milioni, con un calo di oltre il 30% in venticinque anni. Le vendite di bevande tramite distributori sono crollate da 72 milioni di casse nel 1997 a 42 milioni nel 2024. E il ritmo di rimozione delle macchine, secondo le stime del settore, supera le 50.000 unità l’anno.

La seconda ragione è demografica: una popolazione che invecchia e si contrae significa meno persone per strada, meno acquisti d’impulso, meno rotazione. Nelle aree rurali, dove lo spopolamento è più acuto, mantenere una macchina operativa è diventato antieconomico.
La terza ragione è energetica: i costi dell’elettricità per tenere in funzione 24 ore su 24 macchine refrigerate e riscaldate erodono i margini in modo sempre meno sostenibile. A queste si aggiunge la crisi della manodopera: il rifornimento dei distributori è un lavoro fisicamente pesante, e il Giappone affronta una grave carenza di autisti di camion, con i salari dei conducenti cresciuti del 7,1% nel solo 2024.
In realtà i grandi marchi delle bevande – Suntory, Asahi, Ito En – non stanno necessariamente perdendo clienti: li stanno semplicemente perdendo dal canale vending. Le vendite migrano verso i konbini, i supermercati, le app di consegna.
Il distributore automatico, che per trent’anni era stato il punto di contatto principale tra questi brand e il consumatore, sta cedendo questo ruolo ad altri canali.
Per un settore abituato a considerare il Giappone come modello e riferimento globale, è un segnale che vale la pena leggere con attenzione.