Home Attualità Italia Il TAR Emilia-Romagna annulla l’ordinanza di Rimini contro gli H24

Il TAR Emilia-Romagna annulla l’ordinanza di Rimini contro gli H24

Il Comune aveva imposto la chiusura notturna dei negozi automatici con dieci ordinanze mensili consecutive. Il giudice ha rilevato il contrasto con il TUEL

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Il TAR dell’Emilia-Romagna ha annullato, il 5 giugno 2026, l’Ordinanza n. 10/2026 del Comune di Rimini, con la quale l’amministrazione comunale imponeva la limitazione degli orari di vendita al pubblico di alimenti e bevande tramite distributori automatici, tutti i giorni dalle ore 23 alle ore 5. Una decisione che chiude – almeno provvisoriamente – una vicenda lunga quasi un anno e che si aggiunge a un quadro nazionale sempre più consolidato a favore degli operatori del settore.

La storia, che abbiamo seguito a suo tempo, inizia il 27 giugno 2025, quando il Comune di Rimini pubblica un’ordinanza che impone la presenza di personale di presidio all’interno dei negozi automatici H24. Quell’atto viene impugnato e, anche grazie all’intervento di CONFIDA, annullato. L’amministrazione comunale non si ferma però: al posto dell’ordinanza annullata vengono emesse dieci ordinanze mensili consecutive, ciascuna delle quali impone la chiusura notturna degli esercizi H24. Un meccanismo di reiterazione sistematica che di fatto produce lo stesso effetto dell’atto originario, aggirando la pronuncia del TAR.
A questo punto il gestore Coffee Art, con il supporto dello studio legale ADR Firm e il coordinamento di CONFIDA, impugna l’ultima delle ordinanze mensili. Il giudice del TAR accoglie il ricorso e annulla il provvedimento, rinviando la trattazione nel merito a un’udienza fissata per l’8 luglio 2026.
Le motivazioni del giudice sono nette. Nel decreto si legge che già al primo esame sommario emergono profili di possibile contrasto della pratica di reiterazione mensile delle ordinanze rispetto al comma 7-bis dell’art. 50 del TUEL, che stabilisce che il sindaco può disporre limitazioni in materia di orari di vendita per un periodo comunque non superiore a trenta giorni. La reiterazione sistematica di ordinanze mensili viene dunque individuata dal giudice come uno strumento che potenzialmente elude il limite normativo previsto dalla legge.

La vicenda di Rimini non è isolata. Negli ultimi anni diversi Comuni italiani hanno fatto ricorso a ordinanze sindacali per limitare o condizionare l’attività dei negozi automatici H24, spesso sulla spinta di pressioni legate all’ordine pubblico o alla concorrenza con la ristorazione tradizionale. I gestori che hanno scelto di impugnare questi provvedimenti, tuttavia, hanno ottenuto ragione nella grande maggioranza dei casi. Secondo un’indagine dello studio legale ADR Firm presentata a Venditalia 2026, nell’81% dei ricorsi promossi da gestori di negozi automatici H24 si è arrivati all’annullamento dell’ordinanza impugnata. Un dato che racconta con chiarezza quanto questi strumenti siano spesso utilizzati al di fuori dei limiti che la normativa vigente fissa. E che conferma il ruolo sempre più centrale di CONFIDA nel coordinare la risposta del settore a livello legale e istituzionale, trasformando ogni singolo caso in un precedente utile per l’intera filiera.

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