International Coffee Forum: al via a Napoli la seconda edizione nella Giornata dedicata al Caffè

Dal porto dove arrivava il caffè, Napoli apre l'International Coffee Forum con María Isabel Balbuena.

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Nella Giornata Internazionale del Caffè si è aperta a Napoli la seconda edizione dell’International Coffee Forum all’interno del Palazzo dell’Immacolatella Vecchia, sul Molo Angioino, nel cuore del porto. Non è una scelta casuale. Come ha ricordato Casimiro Lieto, che organizza il Forum con la sua società di comunicazione Big Mama, è proprio dal porto di Napoli che il caffè arrivava in città prima di diventare un simbolo dell’identità partenopea. Il Forum gode del patrocinio e della supervisione scientifica dell’Università Federico II.
Partner dell’evento è lo storico Gran Caffè Gambrinus, uno dei salotti più famosi della tradizione napoletana del caffè.
La madrina: María Isabel Balbuena
La madrina di questa edizione è María Isabel Balbuena, una delle figure più influenti del movimento delle donne nel caffè latino-americano. Nelle piantagioni d’altura della Repubblica Dominicana, a Polo, Barahona e nella Sierra de Neyba, per generazioni le donne hanno raccolto a mano ed essiccato le drupe senza avere voce sul proprio destino economico. La svolta è arrivata nel 2006, quando la Café Femenino Foundation ha separato per la prima volta i lotti coltivati solo da donne, così che i ricavi finissero direttamente sui loro conti. Nel 2011 è nata ADOMUCA (Asociación Dominicana de Mujeres en Café), guidata da Balbuena. Oggi l’associazione riunisce circa il 35% delle produttrici del Paese e offre loro formazione e assistenza legale.
Balbuena ha un approccio pragmatico. Non si è limitata a denunciare, ma ha costruito strumenti concreti: fondi rotativi, canali di export, formazione e marchi dedicati. Le cooperative e le associazioni con cui collabora riuniscono circa 7.600 famiglie, che coltivano circa 17.000 ettari di caffè in 13 province dominicane. A queste si aggiungono oltre 1.500 donne in Bolivia, Colombia, Guatemala, Messico e Perù. Nel 2016 ha ricevuto il premio “Mujeres que Cambian el Mundo“. Interviene anche su temi tecnici come la ruggine del caffè, che ha colpito duramente l’America Latina.
Il modello che ha contribuito a creare unisce sostenibilità ambientale e sociale. Si basa sulla coltivazione all’ombra di alberi ad alto fusto, che protegge i bacini idrici montani e la biodiversità. Accanto al caffè le agricoltrici coltivano frutto della passione, platano e avocado, e con gli scarti dei chicchi hanno avviato piccole imprese di cosmetici e saponi biologici. Grazie a salari dignitosi e a ruoli di responsabilità, le cooperative frenano l’esodo dei giovani verso le periferie di Santo Domingo.
Il momento più emozionante è arrivato al taglio del nastro, sulle note dell’inno della Repubblica Dominicana e dell’inno di Mameli. È stato il suggello dell’incontro tra un Paese produttore e il Paese che ha fatto dell’espresso un rito riconosciuto in tutto il mondo.

Lo show di Gianni Cocco
In apertura di giornata uno show cooking di Gianni Cocco, Maestro del caffè, formatore, Coffee Performer televisivo e Coffee Tutor ufficiale di UnoMattina. Originario di Nuoro, dopo le prime esperienze nel settore alberghiero e nella ristorazione si è trasferito a Milano. Lì, tra grandi volumi di lavoro e ritmi intensi, è nata la sua idea di caffetteria: la qualità non dipende solo dalla tecnica, ma anche da come si organizzano persone, spazi, strumenti e movimenti. Ha approfondito questa visione con la formazione all’Accademia Italiana Maestri del Caffè. Ha conquistato anche due Guinness World Records. Nel 2011 ha preparato 623 caffè perfetti in un’ora. Nel 2013 ha partecipato alla realizzazione del cappuccino più grande del mondo, lavorando per 12 ore insieme a 32 colleghi.
Da queste esperienze nasce il suo libro Dietro al banco – Il metodo Gianni Cocco. Ergonomia, workflow e progettazione delle workzone. Il manuale tratta la caffetteria come un sistema da progettare. Spazi pensati per il lavoro e non solo per l’estetica, flussi, ruoli, attrezzature e standard servono a ridurre movimenti inutili, errori e tempi morti. Oggi Cocco è anche consulente per bar, caffetterie e strutture alberghiere.

Al Forum ha proposto una particolare estrazione dell’espresso “alla napoletana” con la classica moka, che i presenti hanno potuto assaggiare e apprezzare.

I panel
Poi sono partiti i panel della giornata. Al centro il mercato del caffè, il caffè di qualità e come riconoscerlo, e i nuovi concept delle caffetterie, con il bar sempre più luogo d’incontro tra tradizione e nuovi consumi.
Protagonisti sul palco tra gli altri, Enrico Vergnano, presidente dell’omonima torrefazione; Vittoria Percuoco, responsabile marketing e comunicazione di Caffè Moreno e terza generazione in azienda; Marco Simonetti, AD di Caffè Toraldo; Michele Sergio, titolare di Gran Caffè Gambrinus; Davide Cobelli, founder di Coffee Training Accademy; Valentina Palange, scrittrice e studiosa del caffè; e tanti altri. A moderare i panel il nostro editore Fabio Russo.

Il primo award a Ferdinando Percuoco
Il primo degli award previsti dal Forum è stato assegnato alla memoria di Ferdinando Percuoco, fondatore di Caffè Moreno.
La motivazione: “Alla memoria di Ferdinando Percuoco, fondatore di Caffè Moreno che nel 1962 a Casoria diede vita a Caffè Moreno con passione e coraggio, lasciando alla sua famiglia e alla città un’eredità di lavoro, valori e vero espresso napoletano.”

L’International Coffee Forum chiude domani, 2 ottobre, con la seconda giornata.