L’alternativa all’olio di palma ideato davanti alla macchina del caffè

23-01-2018 – È davanti ad una normale macchina per caffè in capsule che ha preso forma l’idea di riutilizzare la polvere del caffè esausto per produrre un’alternativa sostenibile ai grassi alimentari utilizzati dall’industria, tra i quali il tanto discusso olio di palma.
Il progetto è dell’Università di Bolzano e, nello specifico del team di ricerca in Scienze e Tecnologie alimentari, coordinato dal prof. Matteo Scampicchio. Questi, insieme ad alcuni colleghi, sorseggiando un caffè davanti alla macchinetta presente all’interno dell’Istituto, si è posto l’ormai consueto quesito: quale reimpiego immaginare per l’enorme mole di polvere di caffè residua e, data la specializzazione del team, in che modo l’industria alimentare potrebbe giovarsene.
La risposta è stata trovata da un gruppo di giovani ricercatori che hanno pensato di utilizzare un impianto che è da tempo nelle disponibilità dell’Università: un macchinario per l’estrazione che funziona con CO2 supercritica (in uno stato a metà tra gassoso e liquido), lo stesso che viene impiegato per produrre caffè decaffeinato, oli essenziali, antiossidanti ecc., che lavora a basse temperature e sulla base di una tecnologia green che non produce elementi tossici.
I ricercatori hanno svuotato dieci chilogrammi di cialde di scarto della macchinetta dell’ufficio e ne hanno travasato il contenuto nel reattore dell’impianto a CO2 supercritica; l’anidride carbonica funziona da solvente e fluisce nella matrice attirando e portando con sé le sostanze affini. Queste, nello stadio finale, vengono separate dalla CO2, che ritorna a uno stato gassoso Alla fine del processo, gli elementi risultanti sono antiossidanti e lipidi che potrebbero essere utilizzati dall’industria alimentare al posto di altre sostanze, come ad esempio l’olio di palma.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista statunitense Journal of Thermal Analysis and Calorimetry.

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