Come riporta il Corriere dell’Alto Adige, un appalto da oltre 3 milioni di euro per l’installazione e la gestione di distributori automatici di snack e bevande calde e fredde per tutte le scuole statali in lingua italiana della provincia di Bolzano è stato al centro di una disputa in sede giudiziaria.
La gara, bandita dalla Provincia autonoma di Bolzano, prevedeva la valutazione delle offerte tecniche ed economiche per l’affidamento pluriennale del servizio attraverso un bando pubblico. In prima battuta la graduatoria di gara aveva assegnato il servizio a IVS Italia SpA, ma l’azienda trentina We You srl, arrivata seconda, ha presentato ricorso al TAR, contestando l’assegnazione dei punteggi relativi ad alcuni prodotti inclusi nell’offerta tecnica.
Il TAR ha accolto il ricorso, ricalcolando il punteggio complessivo e ribaltando la graduatoria, con l’azienda trentina che ora risulta prima classificata e designata per la gestione dell’appalto.
La disputa si è concentrata sulla corretta attribuzione dei punteggi relativi ai criteri qualitativi. Secondo la ricorrente, la società risultata prima in origine avrebbe ottenuto punti premiali per la presenza di prodotti definiti nel bando come “a filiera corta” o “chilometro zero”, pur non soddisfacendo pienamente i requisiti specificati dal capitolato. In particolare, il bando richiedeva un determinato numero di prodotti conformi a tali criteri all’interno di un cosiddetto “paniere”. La valutazione di varianti di gusto dello stesso prodotto non può essere considerata equivalente a prodotti distinti per soddisfare i requisiti numerici richiesti. Di conseguenza, la riduzione dei punti attribuiti per criteri qualitativi ha determinato il ribaltamento della classifica e l’assegnazione dell’appalto all’azienda che si era classificata seconda.
Il caso altoatesino non è isolato: in molte regioni italiane le istituzioni scolastiche e le amministrazioni pubblicano periodicamente bandi per l’affidamento di servizi di distribuzione automatica. La peculiarità di alcune gare, specialmente del settore scolastico, risiede spesso nella presenza di criteri qualitativi e sostenibili che vanno oltre il mero prezzo economico. In alcuni bandi vengono richiesti punteggi aggiuntivi per prodotti a basso impatto ambientale, a filiera corta, con caratteristiche nutrizionali specifiche o etichettati secondo standard riconosciuti. In altri casi, criteri di sostenibilità ambientale e sociale vengono integrati nei capitolati per rispondere alle esigenze formative e di salute pubblica delle istituzioni scolastiche.
Nei capitolati delle gare pubbliche dedicati alla distribuzione automatica nelle scuole, alcuni elementi ricorrenti sono: la definizione del “paniere” prodotti da includere nell’offerta, con specifiche qualitative; i criteri premianti legati a caratteristiche ambientali, nutrizionali o di sostenibilità; la modalità di valutazione delle offerte tecniche, spesso con punteggi definiti per vari aspetti oltre al prezzo; la richiesta di conformità ai criteri ambientali minimi (CAM) o ad altri standard di qualità.
La corretta parametrizzazione e la valutazione trasparente dei prodotti proposti sono elementi decisivi per determinare l’esito della gara.
Oltre alla rilevanza economica, i bandi vending nelle scuole si collocano in una cornice più ampia di promozione di scelte alimentari consapevoli. Sebbene in Italia non esista una legge obbligatoria che regoli la composizione nutrizionale dei prodotti venduti nelle macchine automatiche scolastiche, il mercato e le istituzioni stanno progressivamente integrando criteri premiali legati alla qualità e alla sostenibilità.
Per i gestori, questa evoluzione non rappresenta solo un vincolo in più, ma un’opportunità per differenziare l’offerta e posizionarsi come fornitori in grado di rispondere alle esigenze di scuole e amministrazioni pubbliche.



















