Anomala gestione del servizio vending al Comune scuote il Campidoglio

16-11-2015 – A peggiorare la già difficile posizione dell’amministrazione Marino contribuisce anche il vending, o meglio il modo in cui è stato affidato il servizio distributori automatici in molte strutture che fanno capo al Comune della Capitale.
A far scoppiare la bomba l’ex capogruppo dei Conservatori Riformisti Ignazio Cozzoli che ha così dichiarato:
In alcuni casi parrebbe che detti servizi siano stati affidati direttamente, senza gara ai Cral delle Organizzazioni sindacali che, a loro volta li avrebbero affidati, non senza lucro, a privati operatori. Il tutto con grave danno erariale per Roma Capitale perché non solo ne sosterrebbe le spese dei servizi delle utenze ma non introiterebbe i dovuti importi monetari derivanti dalle concessioni di detti servizi e dai consumi delle utenze“.
Si tratterebbe, insomma, sia di un’infrazione della legge, confermata da una sentenza del TAR del 2012, che prevede l’indizione di regolare gara d’appalto pubblica – cosa che sarebbe sfuggita al Centro Servizi – sia di un buco nelle finanze dell’amministrazione seguito al mancato incasso dei consueti oneri pagati dai concessionari.
Scoperto l’inganno, Consoli ha immediatamente chiesto una verifica della procedura a cui, pare, è stato risposto con altrettanta celerità procedendo alla disinstallazione di un primo quantitativo di macchine.
Il rischio è che in breve tempo uffici comunali, scuole, centri anziani della Capitale si vedranno privare del servizio vending almeno fin quando non verrà indetta regolare procedura di gara.

Roma vending
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