Direttiva SUP. Salta l’entrata in vigore del 3 luglio. Resta l’incertezza sul futuro.

La legge di recepimento della Direttiva SUP da parte del governo italiano resta una bozza e fa slittare l’entrata in vigore nel nostro Paese delle nuove regole europee, relative alla produzione di una serie di articoli in plastica, tra i quali le palettine per caffè e gli agitatori per bevande.
La paventata data del 3 luglio sarà, quindi, sostituita da nuova data, di cui al momento manca l’ufficialità, sebbene si sia diffusa notizia che la bozza diventerà legge il prossimo mese di ottobre.
Non è chiaro se lo slittamento sia stato causato dalla cronica lentezza burocratica del nostro Paese o, piuttosto, dal dialogo che si è aperto con la Commissione europea su due particolari punti critici della Direttiva: la bioplastica e i prodotti in carta con film plastico inferiore al 10%.

È la stessa Commissione a darne nota, sottolineando che per quanto riguarda il recepimento della Direttiva da parte dell’Italia, si è evidenziato il rischio di procedura di infrazione poiché nella bozza di recepimento l’Italia avrebbe aperto una finestra sulle bioplastiche compostabili, inserendo la seguente postilla:

“Ove non sia possibile l’uso di alternative riutilizzabili ai prodotti di plastica monouso destinati ad entrare in contatto con alimenti elencati nella parte B dell’allegato, è consentita l’immissione nel mercato dei prodotti qualora realizzati in plastica biodegradabile e compostabile certificata conforme allo standard europeo della norma UNI EN 13432 e con percentuali di materia prima rinnovabile superiori al 50%”.

Tale deroga non sarebbe piaciuta alla Commissione europea, pronta ad avviare una procedura d’infrazione contro il nostro Paese, un’azione che per il momento resta in stand by. Di norma le procedure d’infrazione sono precedute da un dialogo tra la Commissione e il Paese che ne è responsabile e, pertanto, al momento si sa solo che il nostro Ministero della Transizione Ecologica sta serratamente discutendo con i referenti europei sui due temi più sensibili: la bioplastica compostabile, che la Direttiva assimila alle plastiche in generale, e al monouso di carta rivestito di film plastico. Su quest’ultimo punto si sta cercando di far passare le linee guida del nostro Paese, secondo le quali i monouso PAP non rientrano nelle plastiche se il contenuto di plastica arriva al massimo del 10%.

È vero che la produzione degli articoli che sarebbero stati banditi dal 3 luglio può continuare, ma è anche vero che il clima d’incertezza che dominerà i prossimi due/tre mesi, costringerà i produttori di palette a mantenere il freno, in attesa di comunicazioni chiare e definitive.

Ancora nessun voto.

Lascia una valutazione

Condividi su: