Il 10 marzo 2026 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato a New York la risoluzione A/80/L.44, proclamando il 1° ottobre Giornata Internazionale del Caffè.
La FAO ha accolto con favore il provvedimento, confermandolo nel calendario ufficiale dell’ONU. Il 1° ottobre era infatti celebrato come Giornata Internazionale del Caffè dal 2015, quando l’International Coffee Organization, con il supporto dei suoi Paesi membri, ne aveva promosso il lancio ufficiale a Milano, in occasione di Expo.
La novità non riguarda quindi la data, che rimane invariata, ma il peso istituzionale: da iniziativa di settore, la giornata diventa ora parte del calendario ufficiale delle oltre 140 ricorrenze internazionali riconosciute dall’ONU.
La FAO è ora incaricata di facilitare l’osservanza della Giornata in collaborazione con le organizzazioni competenti, in primo luogo l’International Coffee Organization.
Il documento riconosce il significato culturale, sociale e storico del caffè, “dalle sue origini al suo ruolo significativo nello sviluppo delle società contemporanee, in cui è diventato non solo un’importante materia prima agricola e fonte di sostentamento per le comunità, ma anche un simbolo di interazione sociale, espressione culturale e tradizione quotidiana attraverso le generazioni“.
La risoluzione sottolinea inoltre il contributo della filiera a diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: lotta alla fame (SDG 2), riduzione della povertà estrema (SDG 1), emancipazione femminile (SDG 5), promozione del lavoro dignitoso e della crescita economica (SDG 8). L’industria, infatti, nel suo complesso genera oltre 200 miliardi di dollari di ricavi annui e sostiene i mezzi di sussistenza di circa 25 milioni di agricoltori in tutto il mondo.
Per molti Paesi a basso reddito le esportazioni di caffè rappresentano una voce decisiva nella bilancia commerciale: nel 2024, in Etiopia il caffè ha costituito il 27,9% delle esportazioni totali di merci, in Uganda il 20,1% e in Burundi il 19,5%. I principali esportatori restano Brasile e Vietnam; i maggiori importatori, l’Unione Europea e gli Stati Uniti.
Il direttore generale della FAO Qu Dongyu ha commentato la decisione affermando che il caffè “sostenta i mezzi di sussistenza di milioni di famiglie agricole e connette le comunità rurali ai mercati di tutto il mondo“, e che riconoscerne il valore contribuirà a rafforzare il suo apporto all’eradicazione della povertà. La FAO si è dichiarata pronta a fare della Giornata una piattaforma di collaborazione, condivisione di conoscenze e azione lungo l’intera catena del valore, con particolare attenzione alle sfide che il settore affronta a causa della crisi climatica e dei nuovi requisiti di tracciabilità imposti dai mercati internazionali.



















