Clima di forte tensione alla Bamar Italia srl, attiva nella distribuzione automatica, dove i lavoratori della sede di via Tiberio Claudio Felice hanno proclamato uno sciopero generale di otto ore con presidio davanti allo stabilimento per denunciare il mancato pagamento delle retribuzioni e l’assenza di certezze sul futuro occupazionale.
La mobilitazione, promossa da Cisal Metalmeccanici e sostenuta anche dalla Femca Cisl, riguarda 14 dipendenti che – secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali – attendono da mesi il pagamento degli stipendi arretrati. Una situazione che avrebbe generato forte preoccupazione tra i lavoratori e le loro famiglie, lasciate senza reddito e senza risposte chiare da parte dell’azienda.
I rappresentanti sindacali parlano di comunicazioni rimaste inevase e di richieste di incontro senza riscontri concreti. Alla base della protesta vi è la richiesta di un tavolo di confronto immediato per definire modalità e tempi certi per il pagamento delle spettanze maturate e per chiarire le prospettive industriali della società.
Durante il presidio è stato inoltre evidenziato il licenziamento di un dipendente, definito dai sindacati “illegittimo e ritorsivo”, circostanza che avrebbe ulteriormente aggravato il clima interno e accelerato la decisione di proclamare lo sciopero.
La vertenza si inserisce in un quadro aziendale già complesso: Bamar Italia risulta in concordato preventivo in continuità dal 10 luglio 2024, procedura attivata per gestire la crisi economico-finanziaria e consentire la prosecuzione dell’attività. La presenza della procedura concorsuale contribuisce a rendere ancora più delicata la situazione, sia sul piano industriale sia su quello occupazionale.
I sindacati hanno ribadito la disponibilità al dialogo, ma hanno chiarito che, in assenza di risposte concrete, saranno valutate ulteriori iniziative sindacali e legali a tutela dei lavoratori.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte della direzione aziendale in merito alle richieste avanzate dalle maestranze né indicazioni su un eventuale percorso di soluzione della vertenza. La situazione resta dunque aperta, con l’attenzione puntata sull’evoluzione del confronto tra azienda e rappresentanze sindacali e sulle possibili ricadute per il comparto locale.



















