Il mercato italiano dei pagamenti digitali ha chiuso il 2025 con un nuovo record: 518 miliardi di euro transati (+7% in più rispetto al 2024). Sono i dati della ricerca annuale dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, presentata il 12 marzo al Salone dei Pagamenti, che fotografano un sistema ormai entrato in una fase di maturità strutturale.
Il 45% dei consumi degli italiani viene ora regolato con strumenti elettronici, mentre il contante scende al 38%¹. Dopo lo storico sorpasso del 2024, il 2025 consolida il cambiamento in modo strutturale, non più legato a incentivi o spinte normative, ma a un’integrazione reale nelle abitudini quotidiane.
Smartphone e wearable: la crescita più rapida
Il dato più significativo per chi opera nei canali di prossimità riguarda i pagamenti innovativi tramite dispositivi mobili. Nel 2025 raggiungono un transato di 84,9 miliardi di euro, con una crescita del 45% rispetto al 2024, e rappresentano il 16% del totale dei pagamenti digitali. Quattordici milioni di italiani hanno pagato con smartphone o wearable nell’ultimo anno, contro i 10 milioni del 2024². Il 95% di questo valore transita attraverso tecnologia NFC³. Il portafoglio fisico si svuota: il 33% degli italiani porta con sé pochissimo contante, ricorrendo al cash più per precauzione che per preferenza².
Un consumatore che non ha monete in tasca, ma ha lo smartphone, è esattamente il consumatore che si ferma davanti a una vending machine e che si aspetta di poter pagare in modo digitale.
Lo scontrino si abbassa: il digitale entra nei micropagamenti
Le transazioni sono cresciute dell’11,5% a fronte di una crescita del valore del 6%⁴: la forbice indica che gli italiani usano gli strumenti digitali con frequenza sempre maggiore anche per spese di piccolo importo. Il caffè, lo snack, la bottiglietta d’acqua: operazioni che fino a pochi anni fa erano prerogativa quasi esclusiva del contante stanno migrando verso il digitale. Per la distribuzione automatica è un’apertura di mercato concreta. Nei negozi fisici i pagamenti digitali hanno raggiunto 188 miliardi di euro (+4%), con 20 miliardi provenienti da carte estere¹: il turismo si conferma un acceleratore della digitalizzazione, e le macchine installate in aeroporti, stazioni e luoghi di transito sono tra le prime a beneficiarne.
Una fase di maturità, non di rallentamento
Secondo Ivano Asaro, direttore dell’Osservatorio, “l’Italia si sta avvicinando a una fase di equilibrio: i pagamenti digitali crescono perché fanno ormai parte della normalità quotidiana“¹.
Per il vending non si tratta più di intercettare un’innovazione emergente, ma di adeguarsi a una normalità già consolidata. Il consumatore digitale è maggioritario e si aspetta di trovare la stessa fluidità di pagamento davanti a una vending machine che davanti a qualsiasi altro punto vendita.


















