Le prospettive per la campagna 2026/27 indicano un aumento dell’offerta di caffè nei principali Paesi produttori, ma con dinamiche differenti tra Arabica e Robusta. Brasile, Colombia e Vietnam si avviano verso raccolti complessivamente più consistenti, senza che questo consenta però di prevedere automaticamente una discesa stabile dei prezzi.
In Brasile, primo produttore mondiale, la Companhia Nacional de Abastecimento (Conab) stima per il 2026 un raccolto di 66,7 milioni di sacchi da 60 kg, il 18% in più rispetto al 2025. L’aumento è legato soprattutto alla ripresa dell’Arabica, sostenuta dalla biennalità positiva delle piante, dall’ingresso di nuove aree in produzione e da condizioni climatiche più favorevoli.
La previsione dell’USDA, basata su una metodologia differente, è ancora più elevata: 71,9 milioni di sacchi nel 2026/27, contro 63 milioni della stagione precedente. L’Arabica salirebbe da 38 a 47,5 milioni di sacchi, mentre Robusta e Conilon passerebbero da 25 a 24,4 milioni.

Anche la Colombia, tra i principali produttori di Arabica lavato, è attesa in recupero. L’USDA prevede per il 2026/27 13,4 milioni di sacchi, il 7,2% in più rispetto alla stima rivista della stagione precedente.
Il quadro commerciale resta però meno lineare: il Banco de la República segnala che nel secondo trimestre 2026 la raccolta è aumentata mentre le esportazioni sono diminuite, fenomeno associato anche a un maggiore accumulo di scorte in attesa di prezzi più favorevoli.

Sul fronte Robusta, il Vietnam continua invece a rafforzare la produzione. L’USDA stima 32,5 milioni di sacchi nel 2026/27, dei quali 31,4 milioni di Robusta. Nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni vietnamite sono aumentate del 13,1% in volume, raggiungendo circa 1,3 milioni di tonnellate, ma il valore è diminuito del 9,1%. Il prezzo medio di esportazione è sceso del 19,7%, a 4.538 dollari per tonnellata.
Le previsioni indicano quindi una maggiore disponibilità potenziale di materia prima, soprattutto per l’Arabica grazie al recupero brasiliano. Ma il mercato resta volatile. A luglio l’indicatore composito dell’International Coffee Organization ha raggiunto 287,26 centesimi di dollaro per libbra, il 15,4% in più rispetto a giugno, con l’Arabica in aumento più rapido del Robusta.
Per torrefattori, importatori e operatori della distribuzione, i raccolti più abbondanti possono contribuire ad allentare le tensioni sull’offerta, ma non garantiscono un’immediata riduzione dei costi. Clima, livello delle scorte, disponibilità effettiva del prodotto e volatilità dei mercati continueranno a pesare sulla formazione dei prezzi nei prossimi mesi.





























