Non solo macchine, miscele e incontri B2B. Alla dodicesima edizione di TriestEspresso Expo, la fiera biennale dell’espresso che si è conclusa il 23 ottobre al Generali Convention Center di Trieste, anche l’origine del caffè ha avuto il suo spazio. Dopo la sessione sulla tracciabilità richiesta dal regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR), il 22 ottobre la Regione Friuli Venezia Giulia ha presentato il progetto “Verso la nuova generazione di produttori di caffè di qualità sostenibile nel Sud della Tanzania”.
Finanziata con oltre 2,1 milioni di euro di fondi nazionali tramite l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS), l’iniziativa dura tre anni: è partita a ottobre 2025 ed è stata lanciata ufficialmente a Mbeya nel maggio 2026. Capofila è la Regione, con illycaffè, Fondazione Ernesto Illy, Università di Trieste e CIHEAM Bari; sul campo operano Café Africa Tanzania e le regioni di Mbeya, Songwe e Ruvuma. L’obiettivo è raggiungere almeno 12.000 piccoli produttori, con attenzione a giovani e donne.
Nel primo anno sono state formate 214 persone e, con la formazione a cascata, raggiunte oltre 3.400, di cui 890 donne. Avviati sette vivai per 120.000 piantine di caffè e 30.000 alberi da ombra, recuperati i depuratori delle acque reflue di dieci centri di lavorazione cooperativi. Una borsa di studio per il master della Fondazione Ernesto Illy è andata a una donna.
Per Andrea Illy, presidente di illycaffè, il nodo è strutturale: la caffeicoltura “è nelle mani di 12 milioni e mezzo di micro agricoltori in 40 paesi”, metà dei quali sotto la soglia di povertà, e per rafforzare una piantagione servono circa 1.000 dollari per ettaro. Vivai, ombreggiatura e gestione dell’acqua sono risposte di lungo periodo alla volatilità del verde, che pesa anche su torrefattori e gestori.
Per il presidente Massimiliano Fedriga è il primo progetto regionale che unisce pubblico e privato, cooperazione internazionale e regia Stato-Regione: “l’unica strada che può garantire stabilità negli investimenti e nella crescita a medio-lungo termine”. Dall’esperienza sono già nati due nuovi progetti con il Governo, in Ucraina e Kenya.
Secondo l’USDA la Tanzania ha prodotto 1,45 milioni di sacchi nel 2025/26, quasi interamente da piccole aziende, e l’Unione europea è il suo primo mercato. Con l’EUDR applicato ai grandi operatori dal 30 dicembre 2026, formazione e cooperative organizzate diventano la condizione per portare in Europa caffè tracciato e conforme.






























