Caffè. Il Brasile scommette sulla robusta: export a +68%

Mentre le spedizioni di arabica calano, quelle di conilon (la robusta brasiliana) crescono a ritmi record. I volumi esportati restano stabili, ma i ricavi scendono.

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Il Brasile, primo produttore mondiale di caffè, sta cambiando il profilo delle sue esportazioni. Secondo il Cecafé, il consiglio degli esportatori brasiliani, tra gennaio e settembre 2026 le spedizioni di caffè canephora sono arrivate a 5,16 milioni di sacchi da 60 kg. La specie canephora comprende la robusta e la varietà conilon, coltivata soprattutto negli stati di Espírito Santo e Rondônia. Rispetto allo stesso periodo del 2025 l’aumento è del 68,3%. La robusta vale ora il 17,7% di tutto il caffè esportato dal Paese.
Settembre conferma la tendenza: 813.904 sacchi di robusta spediti, il 65,1% in più di un anno fa. Nello stesso mese l’arabica è scesa del 7,1%, a 2,77 milioni di sacchi. L’export complessivo, caffè solubile compreso, ha raggiunto 3,89 milioni di sacchi (+3,1%), ma i ricavi sono calati del 7,1%, a 1,28 miliardi di dollari. Il quadro dei nove mesi segue lo stesso schema. Il Brasile ha esportato 29,1 milioni di sacchi, sostanzialmente come nel 2025 (-0,2%), ma ha incassato 10,11 miliardi di dollari, l’8,6% in meno. L’arabica, che resta il 71,3% dell’export, perde il 10,7% e si ferma a 20,74 milioni di sacchi.

Il presidente del Cecafé, Márcio Ferreira, indica due cause. La prima è il forte aumento della quota di canephora, che si vende a prezzi più bassi dell’arabica e abbassa il valore medio del sacco esportato. La seconda è la qualità dell’arabica di quest’anno, penalizzata dalle piogge durante la raccolta: “il fatto di avere un raccolto di arabica più penalizzato nella qualità si traduce in prezzi più bassi“.

L’aumento della robusta esportata non dipende da un raccolto eccezionale. A settembre la Conab, l’agenzia brasiliana di approvvigionamento, ha alzato la stima del raccolto 2026 al record di 67,6 milioni di sacchi. Il merito però è dell’arabica, stimata a 48,2 milioni di sacchi grazie all’annata favorevole del ciclo biennale. Per il conilon la stima è stata invece ridotta a 19,4 milioni di sacchi, contro i 20,9 previsti a maggio, anche per le perdite nel nord dell’Espírito Santo.
Il salto dell’export si spiega quindi con una quota maggiore di raccolto spedita all’estero, partendo da una base bassa. Nei primi nove mesi del 2025 le spedizioni di canephora si erano fermate a circa 3,1 milioni di sacchi. A inizio anno diverse analisi brasiliane prevedevano che nel 2026 il conilon sarebbe rimasto soprattutto sul mercato interno, schiacciato dalla concorrenza del Vietnam, avviato verso un raccolto record. È successo il contrario. Ha pesato anche il calo dei prezzi pagati ai produttori: ad aprile l’indicatore Cepea per la robusta tipo 6 è sceso a 903,90 real al sacco, il livello più basso da marzo 2024. Con prezzi interni più bassi, il conilon diventa più competitivo all’estero.

Alla borsa ICE di Londra la robusta con scadenza novembre ha chiuso il 13 ottobre a 3.478 dollari la tonnellata. È circa il 37% in meno dei 5.500 dollari di fine marzo 2025, quando il mercato era vicino ai massimi storici. In proporzione, però, la robusta è scesa meno dell’arabica. Secondo un’analisi di StoneX, la differenza di prezzo tra le due specie si sta riducendo in modo strutturale. La robusta non è più vista come un sostituto a basso costo: dopo le riformulazioni delle miscele avviate dal 2023 è diventata un ingrediente strategico.

Il cambiamento riguarda da vicino l’Italia. Nei primi nove mesi del 2026 è stata il terzo mercato di destinazione del caffè brasiliano, con 2,6 milioni di sacchi (+11,6%), dopo Stati Uniti e Germania. Nelle miscele per espresso italiane la robusta ha un ruolo storico, soprattutto nei prodotti per il bar e per la distribuzione automatica, dove dà corpo e crema e aiuta a contenere i costi. Più robusta brasiliana disponibile significa più fonti di approvvigionamento per le torrefazioni. Gli effetti sui listini, però, arrivano di solito con mesi di ritardo, perché passano per i contratti di acquisto già firmati e per le scorte.

Restano da seguire il raccolto record atteso in Vietnam, il meteo in Brasile in vista della fioritura e l’entrata in vigore, il 30 dicembre, del regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR), che richiede la tracciabilità di ogni lotto di caffè importato nell’Unione.