Corrispettivi Farmacie. Difficoltà per l’emissione degli scontrini parlanti

21-02-2018 – L’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi per i distributori automatici non dotati di porta seriale, entrato in vigore il 1° gennaio di quest’anno, ha messo in difficoltà le farmacie che hanno in dotazione dispositivi automatici per la vendita di presidi quali termometri, siringhe e altri prodotti scaricabili con lo scontrino parlante.
Se l’acquisto avvenisse al banco, non ci sarebbero problemi in quanto il cliente riceverebbe lo scontrino parlante, contestualmente alla presentazione della tessera sanitaria. Ma quando la vendita viene effettuata attraverso distributore automatico, quest’ultimo non è in grado di gestire le tessere sanitarie e rilasciare questo tipo di ricevuta, mettendo in difficoltà sia l’acquirente che lo stesso farmacista. Capita infatti che al farmacista venga richiesto lo scontrino parlante a posteriori ma, siccome l’articolo 2, comma 1, lettera G, del Dlgs 127/2015 esonera espressamente dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi le cessioni e le prestazioni di servizi effettuate mediante apparecchi automatici, il farmacista si trova nella spiacevole situazione di dover negare al cliente la ricevuta che gli spetta ai fini delle detrazioni.
Per ovviare al problema, occorrerebbe agire sul software a bordo del distributore (software autonomo rispetto a quello utilizzato all’interno dell’esercizio), apportando le necessarie modifiche, il che costituirebbe un costo per il farmacista, spesso non commisurato al giro di vendite realizzato col dispositivo automatico.
Il problema, sottoposto all’Agenzia delle Entrate, non è di facile soluzione.

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