È boom delle porzioni singole in casa e nel fuoricasa

Nel 2015 a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, venne lanciata l’iniziativa “La spesa dei single” che faceva del supermercato il luogo dove agevolare gli incontri e le amicizie tra le persone singole. Secondariamente, si proponeva di aiutarli a risparmiare sulla spesa e a rendere reperibili le monoporzioni, allora poco diffuse sugli scaffali dei supermercati.
Quello che nel 2015 era un esperimento sociale, oggi è realtà: secondo i dati Nielsen, le vendite di piatti pronti in porzione singola sono aumentate negli ultimi anni, arrivando a rappresentare nel 2018 il 7,1% della spesa totale.
I canali distributivi del food si sono e si stanno sempre di più adeguando alla nuova realtà delle famiglie italiane in piena crisi demografica, con un costante calo di nuove nascite e, di conseguenza, con una contrazione evidente della spesa annua destinata ai più piccoli, che si aggira intorno al 4%.
Cresce, quindi, il numero delle famiglie composta da una sola persona (33%), che sia essa composta da un giovane single o da un anziano rimasto da solo. Per rispondere alle nuove esigenze, le catene distributive alimentari hanno prima di tutto adeguato gli orari di apertura, allungandoli fino alla sera per farsi trovare disponibili a chi, rientrando dal lavoro, deve provvedere alla propria cena autonomamente (e questo vale sia per i single che per le coppie, entrambe lavoratori). Il secondo e più recente adeguamento alle nuove esigenze è rappresentato dal crescente numero di referenze proposte in monoporzione: dalla frutta già pelata alle zuppe, dai primi piatti di pasta ai secondi completi di contorno, fino al sushi.
Basta un giro di microonde e la cena è pronta: nella realtà, ciò accade anche perché si cucina sempre meno, un fenomeno da considerarsi strano, dato il successo delle trasmissioni in cui la cucina è protagonista.

Il boom dei piatti monoporzione risponde anche ad un’altra esigenza, ovvero quella di ridurre lo spreco alimentare. Sebbene sia evidente che più piccole sono le porzioni, maggiore è la quantità di packaging da smaltire, secondo i calcoli degli esperti, alla società costa di più lo spreco di cibo che non quello di carta e plastica.

 

Anche canali distributivi moderni, come il Vending, rispondono alle esigenze della nuova famiglia italiana: da erogatori di merendine, acqua e caffè, i distributori automatici hanno ampliato l’offerta, allargandola ai piatti pronti, perfetti per la pausa pranzo al lavoro, ma anche per la cena a casa.
La tecnologia ha contribuito a far crescere questa tendenza: tecniche come la pastorizzazione permettono una lunga shelf life per piatti pronti facilmente trasportabili, che non necessitano di automezzi refrigerati e di attenzione alla catena del freddo.
Ecco che i distributori automatici diventano mini market e anche in Italia prende piede il format del micro market automatico, aperto in luogo pubblico, ma anche all’interno delle aziende che vogliono offrire ai dipendenti la possibilità di fare la spesa nel luogo di lavoro.

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