Furti ai distributori automatici: il conto dell’estate tra scuole e negozi H24

Una ricognizione della cronaca italiana documenta 21 episodi tra scuole e shop H24. In tre casi i danni denunciati raggiungono 27.500 euro.

Condividi su:

Un punto vendita H24 chiuso definitivamente dopo oltre vent’anni, distributori devastati e circa 15.000 euro di danni. È il bilancio dell’ultimo raid subito dal negozio automatico H24 di via Arpi, a Foggia, uno degli episodi più significativi di un’estate segnata da furti e scassi ai danni del vending. L’estate 2026 lascia un conto pesante per diversi operatori della distribuzione automatica, con episodi che hanno interessato scuole, ospedali, edifici pubblici e negozi H24.

Con l’ingresso ufficiale dell’autunno, che cade oggi 23 settembre, VendingNews ha condotto una ricognizione sulla cronaca italiana, individuando 21 episodi in 18 sedi, avvenuti tra il 25 giugno e il 15 settembre. Non si tratta di una statistica nazionale, ma di un censimento delle notizie rintracciate e riconducibili con certezza al periodo esaminato. Il numero delle macchine coinvolte è superiore a quello delle singole incursioni, ma non può essere quantificato con precisione.
Il dato economico più significativo riguarda tre vicende, a Foggia, Alcamo e Gela: le stime dei danni riportate dalla stampa raggiungono complessivamente 27.500 euro.


Scuole chiuse e distributori nel mirino


La sospensione delle lezioni rappresenta un elemento ricorrente nelle cronache estive. Gli istituti continuano a ospitare distributori automatici, ma durante le vacanze sono generalmente meno frequentati.
A Pesaro, l’istituto alberghiero Santa Marta ha subito due incursioni a pochi giorni di distanza nel mese di luglio. I ladri hanno sfondato una vetrata e distrutto distributori di caffè e acqua nel tentativo di impossessarsi delle monete. Il dirigente scolastico ha deciso di chiudere il cancello e riattivare l’allarme perimetrale, precedentemente disattivato per consentire l’utilizzo del parcheggio.
Situazione analoga a Saronno, dove il liceo Legnani è stato colpito tre volte nel periodo di Ferragosto. I ladri hanno cercato contanti nei distributori, ma le macchine erano vuote. Nessun bottino, quindi, a fronte dei danni provocati dagli scassi.
Altri episodi sono stati registrati a Pescara e Sulmona a fine giugno e ad Aversa nel mese di luglio. In quest’ultimo caso la polizia ha arrestato un uomo trovato con alcune decine di euro in monete sottratte a un distributore scolastico.
La sequenza è proseguita a settembre. A Pozzallo, nell’istituto La Pira, un tentativo di furto è stato sventato grazie all’allarme e all’intervento della vigilanza. A Cerignola due persone sono state sorprese mentre cercavano di scassinare i distributori dell’istituto Pavoncelli. A Civitanova Marche, invece, il furto scoperto alla riapertura dell’istituto Leonardo da Vinci ha riguardato almeno due distributori automatici e 14 computer portatili. Anche all’istituto Cambi Serrani di Falconara Marittima sono stati sottratti denaro dalle macchine e computer.


Dagli ospedali agli uffici pubblici, nessuna location è esclusa


Le scuole costituiscono soltanto una parte del quadro.
All’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, ad agosto, un uomo ha scassinato tre distributori automatici collocati tra il primo e il terzo piano, sottraendone gli incassi.
Ad Agrigento, nel mese di luglio, i ladri hanno infranto una finestra della sede dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e distrutto i distributori presenti negli uffici per impossessarsi del denaro.
Un altro episodio è avvenuto a settembre nella sede della cooperativa La Romagnola di Rimini, dove i ladri hanno scassinato anche un distributore automatico. I danni complessivi all’attività sono stati stimati in circa 4.000 euro, cifra che comprende tuttavia anche gli altri beni sottratti e le strutture danneggiate.
A Mirandola, infine, un intruso è entrato di notte nel municipio e ha danneggiato un distributore per sottrarre alcune merendine.


Negozi H24: quando i danni portano alla chiusura


La situazione assume conseguenze ancora più pesanti quando a essere colpito è un intero punto vendita automatico.
A Foggia, la società Gaia ha deciso di chiudere definitivamente il punto ristoro H24 di via Arpi dopo vent’anni di attività. L’ultimo raid, avvenuto dopo Ferragosto, ha provocato danni a tutti i distributori presenti. Sono stati sottratti anche i rendiresto, componenti che, secondo la titolare, costano circa 600 euro ciascuno. Il danno complessivo è stato stimato in circa 15.000 euro.
Ad Alcamo, alcuni gestori hanno denunciato una serie di furti e danneggiamenti che, nell’arco di dieci giorni, avrebbero provocato circa 10.000 euro di danni. Tra le installazioni colpite figura anche un distributore presso il Padel Club di Gammara.
A Gela, il proprietario di un negozio H24 in corso Aldisio ha denunciato l’ennesimo furto. I ladri sono riusciti a sottrarre soltanto poche monete e banconote, ma il danno stimato è stato di circa 2.500 euro.
Tentativi di furto sono stati segnalati anche in uno shop H24 di Genova e presso distributori di Nocera Superiore.


Quanto costa davvero un furto al gestore?


I 27.500 euro relativi ai casi di Foggia, Alcamo e Gela sono soltanto la somma di tre stime locali. Non rappresentano il costo complessivo dei furti nel vending durante l’estate.
Il problema economico va ben oltre il contenuto delle gettoniere. Quando una macchina viene scassinata, il ripristino può richiedere la sostituzione di vetri, serrature, sistemi di pagamento e componenti elettronici.
Ai costi delle riparazioni si aggiungono il valore della merce eventualmente sottratta, gli interventi tecnici straordinari e il mancato incasso durante il fermo macchina. Nei casi più gravi può diventare necessario sostituire interamente un distributore.
L’effettivo onere a carico del gestore dipende anche dai contratti con le location e dalle eventuali coperture assicurative. Le cronache disponibili non consentono di ricostruire questi aspetti per ogni episodio.
Il caso di Foggia dimostra tuttavia che la ripetizione dei furti può avere conseguenze sulla continuità dell’attività stessa.
Il bilancio dell’estate restituisce quindi un problema che non si misura soltanto contando le monete rubate. Dietro ogni distributore danneggiato ci sono attrezzature da ripristinare, interventi non programmati e un servizio che può rimanere temporaneamente indisponibile.


Immagine di copertina creata con l’AI