Il d.a. di oggetti sacri contro la concorrenza dell’e-commerce

28-09-2018 – Che sia per la vendita di immagini e oggetti sacri nelle chiese, di ceri e candele nei cimiteri,  o addirittura per l’erogazione di preghiere, il distributore automatico collocato nei luoghi destinati al culto  fa sempre parlare di sé.
Mai visto come canale di vendita tal quale, perché ne possa essere giustificata la presenza in determinati luoghi occorre trovare sempre una valida giustificazione se non si vuole essere accusati di simonia.
Accade in questi giorni anche per il distributore automatico installato presso la la chiesa del Gesù Redentore, in viale Dante a Riccione. Ad un prezzo variabile tra i 2 e i 5 euro, la macchina eroga libricini di preghiere, piccoli oggetti di culto, santini e medagliette, tutti oggetti che in molte chiese vengono messi a disposizione dei fedeli  e dei turisti, confidando in una libera donazione. Di fronte alla frequente disattenzione di chi se ne fa dono senza lasciare un’offerta, i parroci di alcune chiese, come appunto don Franco del Gesù Redentore, hanno trovato questo comodo sistema.
La vending machine ha suscitato curiosità, ma anche qualche critica da parte di chi ritiene il mezzo troppo “prosaico” per essere utilizzato in un luogo sacro. Don Franco risponde adducendo le sue motivazioni, che non sono solo quelle di far quadrare i conti della parrocchia, ma anche di contrapporre un canale di vendita moderno ad un diretto competitor: l’e-commerce. Perché, a quanto pare, anche per acquistare santini e candele, il moderno fedele preferisce farlo on-line, risparmiando tempo e qualche centesimo.

oggetti sacri

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