UK. Il caffè in ufficio vale 3,60 sterline, ma i lavoratori lo bocciano

Il Coffee At Work Report UK 2026 di World Coffee Portal: lavoratori insoddisfatti, offerta ferma al solubile e manager a favore del bean-to-cup.

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Nel Regno Unito il caffè in ufficio è considerato un mercato ancora poco sfruttato. Lo dice “The Coffee At Work Report UK 2026” di World Coffee Portal, basato su oltre 2.000 interviste a lavoratori che bevono caffè e su più di 80 consultazioni con operatori del settore.

Il 45% dei lavoratori beve almeno tre caffè durante l’orario di lavoro e l’11% ne beve cinque o più. Eppure quasi metà degli intervistati è insoddisfatta di quello che trova in ufficio. In media l’offerta prende 4,8 su 10. Questo accade perché nell’89% dei luoghi di lavoro ci sono solo bollitore e caffè solubile. Il servizio barista, le macchine bean-to-cup e il vending premium raggiungono una minoranza di dipendenti. Solo il 26% associa il caffè in ufficio a un buon rapporto qualità-prezzo.
Quasi metà dei lavoratori è uscita almeno una volta nell’ultimo anno per comprare il caffè in una caffetteria, dove quasi uno su cinque compra il primo caffè della giornata. La spesa media per ogni occasione di consumo è di 3,60 sterline. Il Vending/OCS potrebbe recuperare queste consumazioni: solo il 30% andrebbe ancora fuori se il caffè in ufficio fosse gratuito, e il 62% pagherebbe un caffè da barista sul posto. La quota sale tra gli under 35.
L’83% dei manager del settore ritiene che le macchine self-service siano la soluzione migliore per gli uffici. I manager preferiscono quasi tutti il bean-to-cup ai sistemi a capsule, tant’è vero che l’utilizzo di macchine per il caffè più alto si registra là dove sono installati sistemi bean-to-cup o un servizio barista. Il vending tradizionale invece convince poco meno della metà dei dipendenti che lo hanno a disposizione. Tra le bevande preferite ci sono il latte macchiato (57%), il solubile (49%) e il cappuccino (41%). Il marchio più citato è Costa Coffee (49,3%).

In Italia la situazione è diversa. Secondo i dati CONFIDA–Jakala presentati a Venditalia 2026, nel 2025 l’OCS ha perso il 5,42% delle consumazioni (circa 1,05 miliardi) e il 4,09% del fatturato, sceso a poco più di 384 milioni di euro. Il calo dipende dalla minore presenza delle persone negli uffici. Il caffè in grani rappresenta già l’88% del caffè erogato dai distributori automatici.
Il Regno Unito parte quindi da un’offerta più povera, ma ha più margine di crescita. In Italia invece il problema non è la qualità della macchina: è riportare in ufficio le persone e le occasioni di consumo. Il dato britannico sulla disponibilità a pagare per un caffè da barista suggerisce però che anche qui una fascia premium potrebbe trovare spazio.