Una proposta di legge per l’educazione alimentare nelle scuole in piena pandemia

Il consigliere della Regione Molise Aida Romagnuolo ha presentato una proposta di legge (la n. 147) dal titolo “Promozione dell’eduzione alimentare” che, come lei stessa ha spiegato, si pone l’obiettivo di promuovere l’educazione alimentare negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie. Un obiettivo da raggiungere anche attraverso la valorizzazione, la promozione ed il consumo dei prodotti agroalimentari del territorio molisano, di prodotti di eccellenza (DOP, IGP, STG), biologici e tipici regionali.
Tocca ora al Consiglio Regionale stilare un programma di percorso educativo alimentare seguendo le linee guida dettate dal Ministero dell’Istruzione e da quello della Salute ed erogare contributi economici a favore del progetto.
Un piano che, oltre al percorso formativo, prevede anche l’eliminazione dei distributori automatici, considerati non idonei allo scopo e la sostituzione di stoviglie e contenitori monouso con analoghi contenitori riutilizzabili per combattere lo spreco e l’uso di monouso in plastica.

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una conoscenza superficiale del nostro settore, fatta di luoghi comuni e legata a vecchi stereotipi, visto che l’offerta alimentare dei distributori automatici è ampia ed ormai inclusiva di referenze particolari, che non sono solo quelle bio o regionali, ma anche quelle adatte a chi ha problemi di salute legati all’alimentazione, come gli intolleranti.
Il punto non è solo questo. Ce ne sarebbero altri da evidenziare in una proposta che, per quanto comprensibile e molto di tendenza, non tiene conto di alcuni fattori:

• si parla di asili nido e scuole primarie dove i distributori automatici sono rari e, quando ci sono servono per lo più il personale scolastico e non certo i bambini;
• nel pieno di una pandemia, quando il problema è quello di rimandare i ragazzi a scuola in sicurezza, ci si preoccupa di eliminare il monouso, che è garanzia di igiene;
• la Regione dovrebbe erogare contributi economici a sostegno di questo progetto, in un momento in cui eventuali fondi dovrebbero andare a quei lavoratori messi in difficoltà proprio dalla pandemia, compresi i gestori di distributori automatici;
• si pretende che in questo delicato momento storico la scuola svolga un ruolo di educazione alimentare, unica didattica che si dovrebbe svolgere in famiglia,  in un momento in cui la scuola non riesce neanche ad adempiere al ruolo a cui è deputata: in primis l’istruzione e l’inclusione.

Non bocciamo, anzi apprezziamo, la proposta della consigliera che, tra l’altro si è fatta promotrice di lodevoli iniziative a favore della comunità come lo screening di massa per il COVID-19, ma la riteniamo non adatta al momento, in un contesto come quello odierno, in cui alla scuola viene impedito di svolgere anche e soprattutto le sue funzioni primarie e poco corrispondente alla realtà del Vending.

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