Negozi H24: il Codacons Calabria diffida i sindaci e chiede la “Robot Tax”

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Negozi H24: il Codacons Calabria diffida i sindaci e chiede la “Robot Tax”

Il Codacons Calabria ha notificato una serie di istanze formali al Presidente della Regione e ai vertici di ANCI Calabria contro la proliferazione dei punti vendita automatici h24, chiedendo un intervento normativo che riequilibri il rapporto tra distribuzione automatica e commercio tradizionale. Al centro della contestazione vi è una disparità di trattamento che, secondo l’associazione, penalizza i bar tradizionali a vantaggio di modelli di business privi di ricadute occupazionali sul territorio. Mentre un esercizio tradizionale è soggetto a vincoli strutturali e sanitari stringenti, ai distributori automatici è spesso consentito operare in spazi privi di allacci idrici e servizi igienici.

Il Codacons ha inviato una diffida formale ai Sindaci calabresi, chiamati in causa nella loro veste di Autorità Sanitaria Locale, con tre richieste specifiche: verifiche straordinarie sulla conformità igienico-sanitaria dei locali h24 e sul rispetto del decoro urbano; interruzione del servizio alle ore 22 in assenza di un presidio umano all’interno del locale; divieto di nuove aperture in prossimità di scuole, parchi o esercizi tradizionali nei casi in cui si configurino criticità di sicurezza e vivibilità, a tutela dei minori e del commercio di vicinato.

Sul piano legislativo, l’istanza presentata alla Regione Calabria si articola su due fronti. Il primo riguarda la modifica del Testo Unico del Commercio, con l’obiettivo di uniformare i requisiti strutturali e igienici a tutte le attività di somministrazione, indipendentemente dal modello operativo adottato.
Il secondo fronte è la proposta di introduzione di una “Robot Tax“: un prelievo fiscale specifico per le attività commerciali prive di dipendenti, il cui gettito sarebbe vincolato al sostegno delle botteghe storiche del territorio e al finanziamento di startup giovanili che generano occupazione.

Gli operatori della distribuzione automatica e le associazioni di categoria del vending respingono da tempo l’equiparazione tra negozi automatici h24 e locali di somministrazione tradizionale, sottolineando come i distributori automatici siano soggetti a normative specifiche in materia di igiene, tracciabilità e sicurezza alimentare.
Sul fronte occupazionale, il settore evidenzia come la gestione di una rete di macchine distributrici generi figure professionali qualificate – dai tecnici di manutenzione ai responsabili logistici – e come i negozi automatici rispondano a una domanda reale di servizio in fasce orarie e contesti geografici non coperti dal commercio tradizionale.
L’introduzione di una tassazione specifica sulle attività prive di dipendenti rischierebbe di penalizzare un comparto che contribuisce al sistema economico locale senza sottrarre clientela strutturale agli esercizi con presidio umano.

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