Il primo semestre 2026 si apre in chiaroscuro per la meccanica varia e affine italiana. Secondo il sondaggio condotto da Anima Confindustria tra le imprese associate, il 45,7% delle aziende del comparto prevede un fatturato in calo rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i costi di produzione continuano a crescere senza che lo scenario globale offra segnali di inversione.
Un dato che riguarda da vicino anche la filiera del vending: i costruttori di distributori automatici e i fornitori di componentistica meccanica operano all’interno dello stesso tessuto industriale fotografato dal sondaggio, e risentono delle medesime pressioni su energia, materie prime e marginalità.
La dinamica dei costi è il nodo più critico. L’81,4% delle imprese dichiara aumenti fino al 10% rispetto al primo semestre 2025, mentre l’8,5% segnala incrementi fino al 20%.
La componente energetica rimane il principale fattore di pressione, aggravata dal costo delle materie prime: il risultato è una forbice tra ricavi e costi che si allarga progressivamente.
Sul fronte degli ordinativi, circa il 45% delle aziende registra una flessione delle commesse, contro il 27,1% che prevede stabilità. Un dato che funziona anche da indicatore anticipatore: considerati i tempi di evasione tipici della meccanica, gli ordini acquisiti oggi si rifletteranno sul fatturato del secondo semestre 2026.
A queste criticità si aggiunge la carenza strutturale di personale qualificato, che il presidente di Anima Confindustria Pietro Almici definisce un fenomeno in aggravamento proprio nella fase in cui le imprese avrebbero più bisogno di piena operatività.
“La situazione attuale rappresenta una sfida senza precedenti per il nostro settore“, ha dichiarato Pietro Almici. “Fattori geopolitici complessi, un contesto economico europeo particolarmente difficile per la manifattura e politiche industriali spesso discutibili stanno incidendo pesantemente sulle performance delle nostre imprese. È indispensabile che le istituzioni lavorino per supportare il mondo industriale e manifatturiero, affrontando con urgenza le attuali criticità con politiche di medio-lungo termine“.



















