Meno volumi, più qualità: il vending italiano si trasforma

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Meno volumi, più qualità: il vending italiano si trasforma
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Il vending italiano chiude il 2025 con 3,66 miliardi di consumazioni (-4,18% rispetto al 2024) e un fatturato di circa 1,55 miliardi di euro (-2,92%), mentre il parco macchine si attesta a 785 mila distributori installati (-2,9%), confermandosi il più esteso d’Europa. È quanto emerge dallo studio realizzato da Jakala per CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica, presentato nella prima giornata di Venditalia 2026, la principale fiera internazionale del settore che quest’anno, per la prima volta, si tiene a Fiera di Rimini. Accanto alla flessione dei volumi, la ricerca evidenzia un settore in trasformazione, con una crescente attenzione alla qualità e all’innovazione dell’offerta.

L’offerta del vending italiano si sta ampliando con prodotti a maggiore valore qualitativo e nutrizionale. I dati 2025 evidenziano una crescita delle referenze funzionali e bilanciate, come frutta secca (+3%) e nuove proposte di snack salati — ad esempio le combo formaggio grana e grissini che crescono del +15% — e piatti pronti (+29,8%). Nel comparto delle bevande calde si osserva nel frattempo un rafforzamento del caffè in grani, che rappresenta l’88% del totale del caffè offerto dalle vending machine, accompagnato da un’attenzione sempre più diffusa alla qualità delle miscele e alla valorizzazione dell’esperienza di acquisto. Un’evoluzione che si affianca a un’offerta consolidata, composta da prodotti iconici e intramontabili, da sempre centrali nell’esperienza del vending.

Sul fronte delle bevande calde, le consumazioni calano del 3,33%, ma il caffè mantiene una posizione dominante, rappresentando da solo oltre la metà dei consumi complessivi. Il caffè in grani si rafforza, attestandosi all’88% del totale del caffè offerto dalle vending machine, mentre le soluzioni porzionate e solubili arretrano. In crescita ginseng (+7,2%) e orzo (+14,3%), segnali di un cambiamento nelle preferenze dei consumatori a cui le nuove macchine hanno saputo rispondere ampliando l’offerta disponibile.

Le bevande fredde registrano una flessione del 5,85%, trascinata in particolare dal calo dell’acqua minerale (-5,12%), penalizzata dalla crescente diffusione dei distributori allacciati alla rete idrica: nel 2025 il 58% dei gestori ha installato almeno un erogatore. In controtendenza, gli energy drink crescono del +5,9%, intercettando nuove occasioni di consumo come possibile alternativa al caffè e rispondendo all’attenzione verso sport e attività fisica.

Anche il comparto snack segna una flessione del 5,85%, con contrazioni su barrette (-17%), merendine (-7%) e biscotti (-5%). Tuttavia, emergono segnali positivi sul versante qualitativo: crescono la frutta secca (+3%), le combo formaggio grana e grissini (+15%) e i piatti pronti (+29,8%), a testimonianza di una domanda orientata verso referenze funzionali e bilanciate.

Sul fronte dell’Office Coffee Service (OCS), il 2025 evidenzia una flessione più accentuata, con consumazioni in calo del 5,42% (circa 1,05 milioni) e fatturato a -4,09% (oltre 384 milioni di euro), riflesso delle difficoltà legate alla riduzione delle presenze nei luoghi di lavoro. Prospettive più favorevoli si delineano invece per il canale HoReCa, indicato dai professionisti del settore come il segmento con le migliori attese di crescita.

Mai come negli ultimi anni l’industria alimentare italiana – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDAha sviluppato nuovi prodotti che coniugano gusto ed equilibrio e, accanto ai prodotti tradizionali, ha promosso anche snack a ridotte dimensioni (e calorie), con meno grassi e zuccheri. La sfida per la distribuzione automatica è continuare ad evolversi, investendo in innovazione sia delle tecnologie Made in Italy del vending che sono sempre più digitali e interconnesse, sia dell’offerta alimentare che deve riuscire ad intercettare anche i gusti della nuova generazione, la cosiddetta Gen Z, che grazie alle frequenti esperienze di viaggio e di studio all’estero, ha sviluppato abitudini di consumo più internazionali.”

In un momento di riduzione dei consumi – commenta Ernesto Piloni, Amministratore Delegato di Venditalia il successo di questa edizione della nostra fiera mostra la volontà degli operatori del settore di investire in innovazione per dare una risposta ai nuovi modelli di consumo, sempre più flessibili e distribuiti nel corso della giornata, meno legati alla pausa tradizionale e sempre più connessi a stili di vita in evoluzione. In questa direzione si inserisce il concept di Venditalia 2026, “Think Automatic”, che richiama la capacità del settore di adattarsi ai cambiamenti dei consumatori e di sviluppare nuove occasioni di consumo.”

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