Negozi H24. CONFIDA conferma: l’81% delle ordinanze restrittive bocciato dai TAR

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Negozi H24. CONFIDA conferma: l’81% delle ordinanze restrittive bocciato dai TAR
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Il dato lo avevamo già raccontato pochi giorni fa, ripercorrendo la vicenda del Comune di Rimini: il TAR Emilia-Romagna aveva annullato l’ordinanza che imponeva la chiusura notturna di un negozio automatico H24, inserendosi in un quadro nazionale in cui la stragrande maggioranza dei ricorsi dei gestori si conclude a loro favore. Ora arriva la conferma ufficiale da CONFIDA, l’Associazione Italiana Distribuzione Automatica, che rende pubblici i risultati completi dello studio commissionato allo studio legale ADR Firm.

L’analisi ha esaminato circa 40 ordinanze comunali restrittive adottate tra il 2020 e il 2025, che hanno introdotto limitazioni per i negozi automatici H24 su orari di apertura, vendita di alcolici, contenitori consentiti e altri vincoli operativi. Il risultato: oltre otto ricorsi su dieci presentati dai gestori sono stati accolti dalla giustizia amministrativa, con i TAR che nell’81% dei casi hanno sospeso o annullato i provvedimenti, rilevando motivazioni generiche, carenza dei requisiti di urgenza, assenza di collegamento diretto tra l’attività dei negozi e i fenomeni contestati, e misure sproporzionate.
I negozi H24 diventano spesso i “capri espiatori” dei problemi di ordine pubblico dei nostri Comuni”, afferma Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA. “Problemi di cui non sono assolutamente i responsabili, anzi talvolta ne sono le vittime. Si tratta infatti di esercizi commerciali utilizzati quotidianamente dai cittadini, e che in molti casi rappresentano una risposta concreta e sociale alla progressiva scomparsa dei negozi di vicinato, mantenendo vivi territori che rischiano di perdere servizi essenziali. Bisogna quindi concentrarsi sulla loro qualità. CONFIDA, per questo motivo, ha dato vita al Protocollo Top Quality Negozi Automatici H24, un percorso di certificazione dedicato basato su qualità di servizio e prodotti, sostenibilità e sicurezza, a cui hanno già aderito oltre 150 negozi automatici in Italia”.

Il tema si inserisce nel più ampio contesto della desertificazione commerciale: dal 2012 l’Italia ha perso oltre 156mila negozi tradizionali, più di uno su quattro, con una densità commerciale scesa da 11 a 8 punti vendita ogni mille abitanti secondo l’Ufficio Studi Confcommercio. In questo scenario, CONFIDA cita diversi casi concreti in cui i negozi H24 hanno colmato il vuoto lasciato dai negozi tradizionali: a Valsolda (Como) un punto vendita automatico è diventato luogo di incontro per la comunità; a Sinio, nelle Langhe, un locale comunale riconvertito con orario continuato è un nuovo punto di aggregazione; il Friuli-Venezia Giulia ha avviato un programma per 40 comuni montani privi di attività commerciali; a Roppolo, nel biellese, un punto informativo con distributori automatici ha accolto oltre mille persone in un mese e mezzo dall’apertura.
Dove un negozio chiude, un punto vendita automatico può contribuire a mantenere acceso un servizio essenziale per la comunità” ha concluso Trapletti. “È importante che il dialogo con le istituzioni e regole equilibrate accompagnino l’innovazione.”

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