La Metropolitan Transportation Authority (MTA) di New York sta installando distributori automatici di snack e bevande nelle stazioni della subway, un’operazione che punta a riattivare centinaia di spazi commerciali rimasti vuoti negli ultimi anni. I primi tre impianti sono già operativi a 23 St (R, W), 2 Av (F) e 116 St (6), mentre il resto del roll-out proseguirà tra il 2026 e il 2027.
L’operatore selezionato attraverso una gara pubblica (RFP) è CC Vending, Inc., che ha ottenuto una licenza quinquennale, rinnovabile per altri cinque anni, e ha già stretto una partnership con Coca-Cola per l’offerta iniziale. Le macchine sono installate all’interno di ex spazi retail, a filo con le pareti delle stazioni, così da non sottrarre superficie a banchine e percorsi pedonali. Secondo l’accordo, l’assortimento potrà in futuro allargarsi a prodotti tech, salute e bellezza e altri articoli di prima necessità.
Il contesto in cui nasce l’iniziativa è quello di una crisi profonda del retail tradizionale in metropolitana.
Secondo i dati MTA e del Poynter Institute, i ricavi nazionali da edicola sono crollati da 6,8 miliardi di dollari nel 2006 a circa 1 miliardo nel 2022, mentre sulla rete newyorkese gli incassi da retail sotterraneo sono scesi sotto i 3 milioni di dollari annui, contro i 9,5 milioni pre-pandemia. Il tasso di vacanza degli spazi commerciali in metro ha toccato picchi vicini al 75%, per poi attestarsi secondo le fonti più recenti attorno al 30%. Tra le cause indicate da operatori e vertici MTA: il crollo della lettura di quotidiani cartacei, il cambiamento delle abitudini di pendolarismo post-pandemia e i vincoli normativi sui prezzi imposti alle edicole storiche.
Prima delle vending machine, la MTA aveva sperimentato altre soluzioni per gli spazi vuoti, tra cui installazioni artistiche con Whitney Museum e ChaShaMa e distributori di dispositivi di protezione durante il Covid, poi rimossi. “Vending is obviously low cost, it doesn’t require as much investment in terms of the physical installation, and it works”, ha dichiarato il CEO MTA Janno Lieber.
Il caso newyorkese conferma una tendenza che il settore vending conosce bene: dove il retail tradizionale non regge più i costi fissi (affitti, personale, orari) la distribuzione automatica interviene con un modello a basso investimento iniziale, manutenzione ridotta e capacità di adattarsi rapidamente ai flussi di consumo, anche grazie ai dati di vendita in tempo reale che permettono di calibrare l’assortimento stazione per stazione. È un segnale che vale anche oltre New York: negli spazi ad alto transito ma bassa marginalità commerciale, il vending non è più solo un ripiego, ma una risposta strutturale.





























