Il caffè entra tra le colture allo studio di Planet Farms, l’azienda lombarda di agricoltura verticale fondata nel 2018 da Daniele Benatoff e Luca Travaglini. L’azienda coltiva al chiuso, in ambienti controllati, su più livelli sovrapposti e senza l’uso del suolo, e finora produce soprattutto insalate ed erbe aromatiche. Come riportato dal Sole 24 Ore, Planet Farms continua a sperimentare nuove colture, tra cui caffè e cotone, con l’obiettivo di produrre materie prime più vicino ai luoghi in cui vengono lavorate. Non sono stati comunicati né le varietà né i tempi di un’eventuale produzione su scala industriale.
Il progetto non è nuovo. Già nel novembre 2024 Travaglini aveva dichiarato al Sole 24 Ore: “Entro un anno possiamo essere in grado di produrre le prime piante indoor, in ambiente controllato”. Nel giugno 2025 Benatoff aveva spiegato al sito britannico Just Food che l’azienda studia le filiere del caffè e del cotone da circa quattro anni. Le piante crescevano già a Milano, ma non ancora su scala industriale.
Intanto l’azienda si espande all’estero. Lo stabilimento di Cirimido, in provincia di Como, produce circa 90.000 confezioni di insalata al giorno. I ricavi annualizzati hanno raggiunto i 20 milioni di euro. Grazie a una joint venture con Swiss Life, sono previsti un impianto britannico entro la prima metà del 2028 e uno in Svezia entro la fine dello stesso anno.
In Italia il caffè è già coltivato anche in campo aperto, in Sicilia. Il caso più noto è quello della torrefazione palermitana Morettino. Negli anni Novanta l’Orto Botanico di Palermo donò alla famiglia i semi da cui nacquero 60 piante di arabica, delle varietà Bourbon e Catuai. Le piante sono state messe a dimora a circa 350 metri di altitudine, nella zona di San Lorenzo ai Colli.
Secondo quanto riportato da LifeGate, il raccolto di drupe è passato dai circa 30 chili del 2021 ai 50 del 2022 e ai 70 del 2023. Oggi si aggiunge al centinaio di chili. La Stampa calcola che da questa quantità si ottengano poco più di 15 chili di caffè tostato. La raccolta è manuale, tra giugno e settembre. Il progetto coinvolge l’Università e l’Orto Botanico di Palermo, che studiano come le colture tropicali si adattano al clima mediterraneo.
Altri due esempi arrivano dalle serre siciliane. A Terrasini, in provincia di Palermo, Rosolino Palazzolo dell’azienda agricola L’Orto di Rosolino ha prodotto per la prima volta un micro-lotto biologico: 3,5 chili di caffè verde, lavorato a mano con il metodo honey. A Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, la Finca Balistrieri di Giovanni Balistrieri coltiva caffè in serra. Le piante crescono insieme a legumi, papaya e piante del territorio, senza pesticidi chimici. Il consulente del progetto è Adriano Cafiso.
Sullo sfondo resta il cambiamento climatico. Secondo una nota di Rabobank pubblicata ad aprile, entro il 2050 circa il 20% delle terre oggi coltivate ad arabica potrebbe diventare inadatto alla coltura. È più del doppio della quota attuale.





























