Caffè. In dieci anni (2015/2025) raddoppia il valore delle importazioni UE

Secondo Eurostat, nel 2025 l'Unione europea ha importato 2,9 milioni di tonnellate di caffè per 18,7 miliardi di euro. I volumi crescono poco rispetto al 2015, mentre il valore più che raddoppia. L'Italia è seconda per importazioni e produzione.

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Il valore delle importazioni di caffè nell’Unione europea è più che raddoppiato nell’arco di dieci anni, passando dagli 8,6 miliardi di euro del 2015 ai 18,7 miliardi del 2025. Un incremento particolarmente significativo se confrontato con l’andamento delle quantità importate, cresciute soltanto da 2,7 a 2,9 milioni di tonnellate.
È quanto emerge dai dati diffusi da Eurostat il 1° ottobre 2026, in occasione della Giornata internazionale del caffè. Il confronto evidenzia come il peso economico degli acquisti europei sui mercati internazionali sia aumentato molto più rapidamente rispetto ai volumi, con implicazioni rilevanti per una filiera che comprende importatori, torrefazioni e operatori del fuori casa.

Nel 2025 l’Unione europea ha acquistato dai Paesi extra-UE 2,9 milioni di tonnellate di caffè, circa il 7,4% in più rispetto al 2015. Nello stesso periodo il valore delle importazioni è aumentato di circa il 117%, passando da 8,6 a 18,7 miliardi di euro.
Rapportando il valore complessivo alle quantità, si ottiene un valore medio indicativo di circa 6.450 euro per tonnellata nel 2025, contro i 3.185 euro del 2015. Il dato non rappresenta il prezzo del solo caffè verde, poiché le statistiche Eurostat comprendono anche caffè tostato e decaffeinato. Mostra tuttavia quanto sia cambiato il valore economico delle merci importate.
Il Brasile si conferma il principale fornitore dell’UE, con 1.005.200 tonnellate, pari al 34% del totale. Seguono il Vietnam con 587.500 tonnellate (20%), l’Uganda con 262.400 (9%), la Colombia con 162.900 (6%) e l’Honduras con 136.500 (5%).
Brasile e Vietnam rappresentano quindi, insieme, oltre la metà delle importazioni europee.

Italia seconda in Europa per importazioni e produzione
L’Italia occupa una posizione di primo piano nella filiera europea del caffè.
Nel 2025 ha importato 608.000 tonnellate dai Paesi extra-UE, pari al 21% del totale comunitario, collocandosi al secondo posto dopo la Germania, che ha raggiunto 1.010.500 tonnellate (34%). Seguono Spagna con 281.600 tonnellate, Belgio con 269.200 e Paesi Bassi con 216.600.
La posizione italiana è altrettanto significativa sul fronte produttivo. Secondo Eurostat, nel 2025 nell’UE sono state prodotte oltre 2,2 milioni di tonnellate di caffè tostato, decaffeinato e prodotti compresi nelle categorie statistiche considerate, per un valore vicino ai 19 miliardi di euro. La produzione è cresciuta del 12% rispetto al 2015, quando si attestava a circa 2 milioni di tonnellate. La Germania guida anche questa graduatoria, con 561.200 tonnellate e una quota del 25%. L’Italia segue con 514.200 tonnellate, pari al 23% della produzione europea, davanti a Spagna (211.900 tonnellate), Francia (146.800) e Polonia (134.800).
Nel complesso, i primi sette Paesi produttori concentrano il 77% della produzione dell’Unione.

Il confronto decennale evidenzia una crescente distanza tra l’andamento delle quantità acquistate dall’estero e il loro valore economico. Per un Paese come l’Italia, che occupa il secondo posto europeo sia nelle importazioni extra-UE sia nella produzione, questa evoluzione rappresenta un elemento importante per valutare l’esposizione della filiera ai mercati internazionali.
L’aumento del valore medio delle importazioni non può essere attribuito automaticamente alla sola crescita dei prezzi della materia prima, poiché possono incidere anche la composizione dei prodotti importati e altri fattori commerciali.
Resta però evidente come il valore economico degli approvvigionamenti sia cresciuto molto più delle quantità, un dato di interesse per le torrefazioni e, indirettamente, per gli operatori del vending e della ristorazione che acquistano caffè tostato.


Fonte: Eurostat, Import value of coffee more than doubled in a decade, 1° ottobre 2026.
https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-eurostat-news/w/ddn-20261001-1