Con le nuove miscele Segafredo torna alla moka ma non rinnega le capsule

Secondo Segafredo Zanetti, nonostante ciò che la pubblicità ci fa pensare, solo una minoranza dei consumatori ha scelto il caffè porzionato come nuovo e unico modo di bere il caffè a casa.
Secondo lo studio diffuso dall’azienda, infatti, su 16,5 milioni di famiglie, il 90% usa ancora la moka. Dei 6 milioni che possiede una macchina a capsule, ben 5 non rinunciano alla caffettiera, che alternano alla macchinetta e solo un milione afferma di usare esclusivamente la macchina a capsule.
Per questo motivo, l’azienda ha deciso di puntare sulla moka, realizzando proprio per la moka 12 ricette di caffè, dalle più tradizionali alle miscele monorigine, fino alle ricercate 100% arabica.
Un modo per innovare, restando ancorati alla tradizione e ad uno strumento che storicamente è il più apprezzato dagli amanti del caffè.
L’ultima  innovazione che la torrefazione ha apportato alla gamma dei suoi caffè, non riguarda solo le miscele, ma anche il packaging, altrettanto rinnovato con un ritorno al flow pack, il pacchetto morbido che ha caratterizzato la confezione da 250 grammi prima dell’avvento del cosiddetto mattoncino.
Questa novità non significa rinnegare in toto il caffè porzionato: le nuove miscele saranno proposte anche in capsula nei sistemi compatibili Nespresso, Lavazza A modo mio e Dolce Gusto.

Il lancio è accompagnato da una campagna pubblicitaria di cui è protagonista il caffè e la cura che Segafredo mette dal chicco alla tazzina, un’attenzione da cui sono nate le nuove miscele dedicate al canale home, sia nel formato da 250 grammi che nel porzionato in capsula.

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