Da Super e Iper ammortamento 2020 a Credito d’imposta. Cambiano le regole?

19-11-2019 – Durante il tavolo di confronto con le imprese, tenutosi al MISE il 13 novembre 2019, il ministro Patuanelli ha illustrato una nuova proposta che dovrebbe migliorare il testo del Disegno di Legge di Bilancio 2020, attualmente allo studio, e cambiare le regole del beneficio del super e iper ammortamento.
Con ogni probabilità, i due incentivi del super e dell’iper ammortamento si trasformeranno in un credito d’imposta, di cui gioveranno gli investimenti in Industria 4.0.

A spingere verso un ripensamento delle “regole” che hanno finora caratterizzato i due benefici fiscali, sarebbe stata la consapevolezza che ad usufruirne siano state soprattutto le industrie di grandi dimensioni. Pertanto, per estendere il beneficio ad un ampio numero di Pmi si è pensato di ridisegnarne i termini, come è stato illustrato nel corso della presentazione sulla Transizione 4.0 tenutasi al MISE, di cui abbiamo accennato.
Non dovrebbe quindi esserci una semplice proroga di super e iper ammortamento così come è stata applicata finora, quanto piuttosto la trasformazione delle due deduzioni in un credito d’imposta.
Per i beni materiali connessi all’Industria 4.0, l’aliquota da applicare sarebbe del 40% per investimenti fino a 2,5 milioni, con un beneficio fiscale annuo dell’8% su 5 anni. Per la parte eccedente (oltre i 2,5 milioni e fino ad un massimo di 10 milioni) l’aliquota dovrebbe essere del 20% con un beneficio fiscale annuo che oscilla tra l’8% e il 5% su 5 anni.
La trasformazione in credito d’imposta riguarderebbe anche l’iper ammortamento sui beni immateriali (Allegato B della Legge di Bilancio 2017), secondo le seguenti regole: aliquota  del credito d’imposta del 15% e beneficio fiscale annuale del 5% su 3 anni.

Cambia anche il Super ammortamento: l’attuale maggiorazione del 30% del costo di acquisizione di altri beni materiali, sarebbe sostituita da un credito d’imposta riconosciuto fino a 2 milioni di euro di investimento. Il credito d’imposta avrebbe un’aliquota pari al 6% e il beneficio annuale fruibile sarebbe pari all’1,2% su 5 anni.

Secondo il MISE, i vantaggi per le imprese sarebbero due: l’estensione fino al 40% della platea dei beneficiari e l’anticipazione del momento di fruizione del beneficio già da gennaio dell’anno successivo all’investimento. Rendendo gli investimenti più convenienti si incentivano le piccole imprese alla transizione tecnologica e digitale.
I fondi stanziati ammontano a 7 miliardi di euro.

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