Fratelli Bonacchi: la torrefazione di Quarrata che porta il caffè di terroir nel vending

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Fratelli Bonacchi: la torrefazione di Quarrata che porta il caffè di terroir nel vending
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Parte con questo articolo un percorso di conoscenza e approfondimento dedicato a una realtà del mondo del caffè che si distingue dalle torrefazioni tradizionali per visione, approccio alla filiera e proposta di mercato. Nelle prossime settimane racconteremo per gradi chi sono i Fratelli Bonacchi, cosa hanno costruito e perché vale la pena conoscerli, soprattutto per chi opera nel vending, nell’OCS e nella ristorazione e cerca un partner capace di generare valore reale, non solo di consegnare un prodotto. Si comincia dall’inizio: la storia, le radici, la filosofia. Il resto verrà.


C’è una torrefazione a Quarrata, in provincia di Pistoia, che da qualche tempo si presenta al mercato con un’identità precisa e un payoff preso in prestito dal mondo del vino: caffè di terroir. Si chiama Fratelli Bonacchi, e la sua storia inizia molto prima del nome che porta oggi. Le radici affondano negli anni Cinquanta, quando la famiglia Bonacchi avvia la propria attività di torrefazione. È Samuele, a 24 anni, a raccogliere il testimone e a scommettere su un progetto imprenditoriale tutto da costruire. Quando il fratello Sandro entra in azienda nel 2000, le competenze si dividono in modo naturale: Samuele alla tostatura, Sandro alla parte sensoriale e agli assaggi, affinata grazie alla guida di Edy Biecker della Sandalj Company, uno dei palati più autorevoli nel mondo dell’espresso.

Fin dagli anni Duemila i due lavorano sulle cialde con un obiettivo ambizioso: portare in tazza qualcosa che non si potesse eguagliare neanche al bar. Nel 2004 si presentano alla prima fiera con due macchine da ristorazione e le proprie cialde, trovando i primi distributori disposti a scommettere su di loro contro i grandi brand. È l’inizio di un percorso che li porterà, nel 2014, fino alle piantagioni dell’Hondurasun’esperienza che cambierà profondamente la loro visione del caffè e della filiera. Dal 2017 i Bonacchi non si definiscono più solo roaster: sono anche farmer, con un contatto diretto con le piantagioni che diventa parte integrante della loro proposta.
Un anno fa arriva il rebranding: fuori il marchio di famiglia, Fratelli Bonacchi con il payoff caffè di terroir a raccontare territorio, varietà e lavorazioni. Un posizionamento che richiama il lessico del vino non per moda, ma per sostanza: ogni referenza ha un’origine, una storia, un profilo aromatico riconoscibile. Venti referenze in catalogo, una carta dei caffè personalizzata per ogni cliente, materiali di supporto in italiano e inglese, video di assaggio. Perché un caffè di terroir va saputo raccontare, e Fratelli Bonacchi dà tutti gli strumenti per farlo.
Oggi l’azienda serve oltre 300 ristoranti tra Piemonte e Sicilia, con un secondo canale attivo nell’OCS – famiglie e uffici – e uno sguardo sempre più esplicito verso il vending. A rendere concreta e scalabile questa visione è un sistema proprietario che i Bonacchi hanno sviluppato e affinato nel tempo, e di cui sveleremo i dettagli nelle prossime news: una soluzione che parte dalla cialda e arriva alla macchina, pensata per far sentire a tutti la differenza in tazza.
Chi vuole saperne di più sin da ora può scrivere a professionisti@bonacchicaffe.it  o inquadrare il QRCode

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