Il canone di concessione diventa fisso…?

08-09-2014 – Il Gazzettino.it del Veneto ha appena diffuso una notizia che lascia spazio alla riflessione e, ancor prima dell’inizio dell’anno scolastico,  riscalda l’argomento “canone di concessione“, voce ormai fissa di ogni capitolato d’appalto nelle gare per l’installazione di distributori automatici.
Al centro della questione la Provincia di Treviso che ha stabilito i canoni fissi che le scuole devono versare alle casse provinciali per ogni bar, mensa e distributore automatico installato. La stessa Provincia ha anche stabilito il numero di macchine da poter installare in proporzione alle dimensioni della platea scolastica che andrà ad usufruire del servizio.

Pur volendo lasciar passare le quote canone, stabilite in base a parametri ignoti, la Provincia di Treviso, da esperto gestore,  pretenderebbe di essere in grado di  stabilire il numero di macchine adeguato alle esigenze dei consumatori, un fattore che, com’è noto, dipende non solo dal numero di studenti, ma anche da altri parametri quali i modelli delle macchine, la loro capacità, reali consumi e conseguente frequenza dei rifornimenti…
Sta di fatto che i canoni sono stati stabiliti e ciò inciderà senz’altro nei capitolati d’appalto che gli istituti scolastici andranno a stilare per le prossime gare, dove i canoni vengono giustificati come contributo alle spese (acqua, energia elettrica, occupazione suolo), quota che le scuole pagano alla Provincia.
Ricordiamo quanto è accaduto a giugno proprio nel Liceo Classico Canova di Treviso a proposito del canone di concessione stabilito nel nuovo bando di gara, ritoccato rispetto al precedente da 18.000 a 23.000 euro all’anno.
Un ritocco che aveva generato uno scontro tra gestore e direzione scolastica e la reazione di Confida che, attraverso il presidente Pinetti, aveva così commentato:
Ha dell’incredibile che per assicurare un servizio di ristoro ai ragazzi durante la pausa scolastica le imprese che gestiscono i distributori automatici si vedano costrette non solo a gareggiare sulla base dei prezzi più bassi, ma anche sulla base di un rilevante contributo annuale“.
Un commento a cui la preside aveva così risposto:
I 23 mila euro sono stati chiesi sia perché l’anno prossimo gli studenti saranno 1350 e perché sono comprese acqua e luce che la scuola dovrà pagare alla Provincia. Contiamo di installare dai 5 ai 7 distributori per ogni sede (e sono tre) spendendo quindi circa 5 mila euro di bollette. Ed ecco che torniamo ai vecchi 18 mila euro“.

Condividiamo il commento del giornalista de La Tribuna di Treviso: “questioni di “finanza creativa” utili a far quadrare i conti quando la cinghia si stringe”.
In questo particolare momento storico, però,  la cinghia si stringe anche per il gestore, ma per lui non è previsto alcun tipo di sostegno!

Liceo-Canova

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