Il rilancio di Acqua Santa Croce attraverso un piano green e il reverse vending

Dopo 5 anni di alterne vicende, che dal 2015 avevano bloccato l’imbottigliamento dell’acqua della Sorgente Sponga di Canistro in provincia de L’Aquila, in seguito alla revoca della concessione alla società Acqua Santa Croce dell’imprenditore Camillo Colella, sembra che le attività possano riprendere a ritmo sostenuto.
Si tratta per il momento di una concessione provvisoria, che Santa Croce ha ottenuto avendo vinto il bando regionale del 9 febbraio del 2019 e che, per diventare definitiva, necessita dell’approvazione del Piano Industriale da parte del Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale.

Come ha spiegato l’imprenditore Colella “Elemento e principio qualificante del Piano industriale è la sua alta valenza green, volta alla riduzioni di emissioni di Co2, al risparmio energetico, alla riduzione del consumo di plastica, e che si dispiega anche nell’aspetto turistico, didattico e culturale”.

Come anticipato dalla stampa locale, sono previsti investimenti per 4 milioni di euro, destinati ad ampliare le linee produttive, anche con l’inserimento di una nuova linea di imbottigliamento capace di lavorare bottiglie di minor grammatura, in modo da ridurre i consumi energetici; per quanto riguarda quest’ultimo punto è prevista la costruzione di un impianto fotovoltaico al fine di ottenere l’autosufficienza energetica; non solo riduzione dei consumi e dell’uso di plastica, ma anche recupero e riciclo attraverso l’installazione di eco-stazioni costituite da distributori automatici in cui conferire le bottiglie di plastica vuote, ottenendo in cambio incentivi economici.
Un importante tassello del piano green di Acqua Santa Croce è la valorizzazione e il potenziamento del Parco Santa Croce e del percorso tematico e didatticoAlle sorgenti della vita”. Si tratta di un’area verde attrezzata che circonda le sorgenti e lo stabilimento e che costituirà una nuova attrazione, che oltre a creare posti di lavoro, avrà una funzione didattica. Rivolta in particolare alle scolaresche, nel Parco Santa Croce sarà mostrato il ciclo naturale dell’acqua, come viene controllata ed imbottigliata e quanto sia importante come risorsa primaria per l’umanità.

Importante anche l’impatto sul territorio in termini occupazionali: dal licenziamento obbligato dei 75 addetti nel 2015, si prevede ora l’assunzione di 20 addetti, per arrivare, a regime, ai 50. L’indotto è stato quantificato tra i 450-500 addetti ricomprendendo fornitori di materie prime, logistica e trasporti, manutenzioni, servizio di pulizia, distribuzione, consulenze legali ed amministrative. Ne beneficerà l’intero territorio, per il quale sono stati stanziati 300 mila euro destinati ai lavori di rifacimento del manto stradale nelle aree adiacenti allo stabilimento. Inoltre, sempre per contribuire a sostenere le aziende abruzzesi, in particolare in questo difficile momento storico, Acqua Santa Croce metterà a disposizione di altre imprese del territorio la sua rete logistica verso l’estero, in modo da sostenerne il rilancio e spingere l’export.

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