Ipotesi tassa europea sulla plastica. Interviene l’EuPC

23-10-2019 – L’EuPC è la federazione europea dei trasformatori di materie plastiche, in questi giorni impegnata a confrontarsi con l’ipotesi di una tassa sulla plastica che la Commissione europea intenderebbe applicare a tutti i Paesi dell’Unione. Si tratterebbe di un’imposta sugli imballaggi in plastica non riciclata, che ogni Paese membro dovrebbe versare, stabilendo autonomamente come recuperarla all’interno del proprio Stato. Tale tassazione andrebbe a coprire il periodo 2021-2027.

Secondo l’EuPC, l’imposta andrebbe a penalizzare fortemente l’industria europea delle materie plastiche, che impiega più di un milione e mezzo di persone e conta circa 50.000 imprese di varie dimensioni, e frazionerebbe il mercato poiché ogni Paese agirebbe secondo proprio linee. Qualcuno potrebbe decidere di rivalersi sui produttori, qualcun altro sui consumatori, senza con questo risolvere il problema della plastica.

Secondo Alexandre Dangis, direttore di EuPC “La Commissione Europea sta commettendo un enorme errore. Tra cinque anni vedremo i danni di queste misure populiste e miopi. Soprattutto le PMI, spina dorsale dell’economia europea, ne risentiranno pesantemente e queste misure segneranno la fine del mercato unico dell’UE.”

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