La meccanizzazione della raccolta di caffè in Brasile è al 20%

25-03-2014 – Anche in Brasile il costo della manodopera si fa sentire e spinge i produttori di caffè a preferire un sistema meccanizzato che garantisca maggiori quantitativi in minor tempo, anche se a discapito della qualità.
È chiaro che la raccolta manuale, fatta chicco per chicco, permette di avere un raccolto selezionato dove ogni frutto imperfetto viene scartato. Al contrario, le macchine non distinguono e raccolgono tutto quanto hanno davanti, causando una penalizzazione della qualità alla quale fa da contraltare un risparmio del 40% sui costi della manodopera.
Non tutti sono d’accordo. C’è chi ritiene che, calcolando gli scarti, alla fine vi è una perdita del 30%.
Considerando che ai caffeicultori brasiliani non interessa tanto la perfezione del chicco quanto il tonnellaggio e che il Brasile con le sue vaste distese piane si presta alla meccanizzazione più di ogni altro, ne consegue che nei prossimi anni si darà sempre più spazio alle macchine.
In altri Paesi, come la Colombia e il Kenia, caratterizzati da paesaggi più impervi dove l’uso delle macchine troverebbe non poche difficoltà, la produzione di caffè resterà più selezionata e di alta qualità.

Dal nostro corrispondente in Brasile Gil Manigrassi

Mechanical-coffee-harvest

 

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