La Provincia di Piacenza dimezza i canoni concessori per i gestori di distributori automatici

Con l’obiettivo di attenuare l’impatto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 su alcune attività economiche, la Provincia di Piacenza ha varato un provvedimento relativo ad alcune tipologie di canone, che sarà applicato per l’anno 2020.

Tra le attività comprese vi è anche il Vending, per il quale è stata disposta la riduzione del 50% del canone che i concessionari sono tenuti a versare, sia per la gestione di bar e del servizio di somministrazione di alimenti e bevande mediante distributori automatici presso i locali della Provincia e presso i locali degli istituti superiori Tramello e Cassinari.

Il presidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri, ha commentato:
L’emergenza sanitaria, tuttora in corso, ha colpito fortemente il tessuto socio-economico, che ha particolarmente risentito della sospensione delle attività produttive imposta per contenere gli effetti del contagio da Covid-19. Per questo motivo ho deciso di disporre questa serie di misure, che vanno nella direzione di sostenere le attività economiche dopo un periodo che le ha messe a dura prova“.

Fonte: Piacenza Sera

Ricordiamo che su questo tema, l’associazione di categoria CONFIDA si è molto battuta sin dall’inizio dell’emergenza, quando la chiusura dei luoghi d’istruzione e lo smart working nella Pubblica Amministrazione avevano fatto sentire i primi effetti sui consumi ai distributori automatici e sul fatturato delle società di gestione.
D’altra parte, l’emendamento promosso da CONFIDA in merito ai canoni concessori, lo scorso luglio è diventato legge e dovrebbe essere automaticamente applicato nei casi previsti (perdite superiori al 33% nei singoli mesi dell’emergenza).
Il prolungarsi dell’emergenza e delle chiusure, la ripartenza delle scuole che molto spesso non è coincisa con quella del servizio Vending al loro interno, il prolungarsi dello smart working nella PA, come disposto nell’ultimo DPCM, rendono la ridiscussione dei canoni concessori ancor più impellente e da applicare anche nei mesi successivi a quelli di massima criticità.
Lo slittamento al 31 gennaio 2021 dello stato di emergenza valida ulteriormente tale richiesta e rende necessaria la rivalutazione dei termini dei contratti in merito alla questione, al fine di supportare i gestori che, anche per l’anno scolastico in corso, registrano un importante decremento delle battute.

 

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