Le macchine a cialde al servizio della scienza

23-06-2016 – Un gruppo di ricercatori spagnoli dell’Università di Valencia ha pubblicato uno studio sulla  rivista Analytical Chemistry della Società americana di chimica (Acs) secondo il quale una normalissima macchinetta per caffè a cialde può sostituire i costosissimi macchinari utilizzati per analizzare i componenti inquinanti contenuti nel terreno.
La scoperta comporterebbe l’ottimizzazione non solo dei costi, dato l’esiguo costo di una macchina a cialde, ma anche dei tempi: i sofisticati macchinari attualmente utilizzati impiegano 16 ore per portare a termine l’analisi, mentre con la macchina del caffè il tempo necessario sarebbe pari a quello impiegato per erogare un espresso, ossia pochi secondi.
Ma come funziona il sistema?
Attualmente, i chimici utilizzano una piccola zolla di terreno da cui i macchinari vanno ad estrarre inquinanti ambientali cancerogeni come gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), che vengono prodotti dalla combustione incompleta di legname, rifiuti e carburanti. Poiché il procedimento avviene ad alte temperature, i chimici hanno pensato di sfruttare quelle prodotte dalla macchina a cialde per estrarre il caffè da erogare in tazza, ricavando dal terreno stesso una cialda di sedimento da analizzare.

Visti gli ottimi risultati, gli studiosi stanno sperimentando ulteriori applicazioni del sistema, quali ad esempio l’analisi di pesticidi, farmaci e detergenti presenti in campioni di cibo o prelevati dall’ambiente.

macchina cialde
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