Nestlé. Firmato il contratto integrativo, ma montano le polemiche

30-07-2018 – Accordo raggiunto per il Gruppo Nestlé con la firma del contratto integrativo, valevole fino al 2021.
L’intesa prevede benefici economici e miglioramenti delle condizioni di  welfare, con l’istituzione di Commissioni Paritetiche che eserciteranno un controllo su temi quali l’occupazione, l’organizzazione del lavoro, l’ambiente, nonché appunto il welfare e il salario
Per quanto riguarda  il Premio Annuale, questo è stato modificato con un incremento del valore di 310 euro nel quadriennio (+ 13,5% rispetto al 2017), con una progressione di 2.300 euro nel 2018, 2.400 euro nel 2019, 2.500 euro nel 2020 e 2.600 euro nel 2021, per un totale di 9.800 euro nel quadriennio. Inoltre, i lavoratori hanno la possibilità di convertire una parte del premio in servizi di welfare sociale, come ad esempio programmi di assistenza e previdenza.
Numerosi i benefit a favore dei dipendenti, tra i quali la banca ore solidale con la quale i lavoratori possono cedere ai colleghi riposi e ferie, con un contributo a carico dell’azienda per chi assiste i figli minori che necessitano di cure costanti. I giorni di permesso previsti dal Ccnl per patologie gravi dei figli sono elevati da 2 a 3; viene, poi, confermato il congedo retribuito di due settimane per i padri in occasione della nascita del figlio.

Mentre da una parte le forze sindacali plaudono ai termini dell’Integrativo, dall’altra si fanno sempre più insistenti le polemiche per la situazione dei lavoratori stagionali – una ventina che fanno capo alla sede di Benevento – i quali, per effetto del decreto dignità in discussione al Governo,  con ogni probabilità perderanno il lavoro. Una situazione che ha risvegliato i contrasti anche nella sede Perugina di San Sisto, dove i dipendenti rimasti in forza dopo i tagli degli ultimi anni, non hanno ricevuto il premio di produzione 2017, visto che non era stato concordato dai sindacati in fase di trattative con la proprietà.

Nestlé

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