Plastics e sugar tax: si va verso la cancellazione

Entrata in vigore il 1° gennaio 2020 e rimandata ben tre volte, la plastics e sugar tax dovrebbe diventare effettiva a partire dal 1° gennaio 2023. Sembrerebbe, invece, che con il nuovo governo – le cui forze politiche non l’hanno mai vista di buon occhio – si vada verso la definitiva cancellazione di un’accisa, contestata sin dalla sua prima elaborazione.
Il focus delle proteste, che ne hanno accompagnato l’evoluzione, non è stato semplicemente il fatto che si trattasse di una nuova tassa, ma che essa fosse inefficace rispetto agli obiettivi per i quali era nata: sanzionare la mancata chiusura del ciclo dei rifiuti plastici da imballaggio, per quanto riguarda la plastics tax, e ridurre il consumo di zuccheri e, di conseguenza, combattere l’obesità.
La tassa sulla plastica, inoltre, non costituirebbe un’entrata significativa per le casse dello Stato, visto che alla luce di nuovi e più attuali calcoli, il gettito sarebbe di soli 32,9 milioni di euro a fronte dell’impatto che la sanzione avrebbe sul mondo del lavoro e sui consumi.

Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, intervistato da TGCOM24, ha spiegato che nell’ambito della manovra di bilancio 2023, è probabile che le due tasse verranno definitivamente abolite, perché “sono delle tasse che hanno un impatto direttamente sui consumatori: se ad esempio aumentano gli imballaggi di generi alimentari o per l’acqua minerale, sui prodotti monouso, chi ne fa le spese è il consumatore, con un danno calcolato in oltre 100 euro l’anno. Allora dico, come Forza Italia e come centrodestra, abbiamo l’obbligo di sterilizzare queste tasse, che viceversa vanificherebbero interventi che stiamo facendo sul caro bollette“.

Ci auguriamo che i fondi europei destinati al PNRR vengano utilizzati per implementare i circuiti per il riciclo dei rifiuti nell’ottica di una vera economia circolare, come auspica anche Marco Bergaglio, Presidente di Unionplast.

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