Un’inchiesta sulle carceri di Bergamo e Monza coinvolge anche il vending

12-06-2018 – Sono finite ai domiciliari alcune importanti figure dell’amministrazione giudiziaria e della polizia penitenziaria del carcere di Bergamo, a conclusione di un’indagine partita per verificare come mai un imprenditore, in carcere da circa un anno, ricevesse un trattamento privilegiato sulla base di un presunto stato di salute precario.
Con il proseguire delle indagini, la Guardia di Finanza e la Polizia di Bergamo hanno portato alla luce una serie di illiceità che vanno ben oltre il semplice sospetto di trattamento di favore nei confronti dell’imprenditore in questione ed evidenziano una situazione di corruzione che coinvolge i maggiori vertici della casa circondariale e della polizia penitenziaria: corruzione, turbativa d’asta, peculato, falso ideologico, truffa ai danni dello Stato, appropriazione indebita di beni appartenenti alla struttura, alcuni dei quali davvero singolari (due water, risme di carta).
L’estensione della stessa indagine al carcere di Monza ha purtroppo portato alla luce un reato di corruzione relativo all’appalto per l’assegnazione del servizio di distribuzione automatica all’interno della casa circondariale.
Episodi come questo non fanno certo bene ad un Settore che sta compiendo grandi sforzi per uscire dall’ombra e dimostrare la grande professionalità di tutti gli attori della sua filiera.

I dettagli dell’inchiesta in questo articolo di Repubblica.

Bergamo

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