Caffè domestico: il macinato perde quota mentre crescono capsule e cialde

I dati YouGov e Circana mostrano come cambiano gli acquisti di caffè delle famiglie italiane. Il monoporzionato guadagna spazio, ma il macinato resta prevalente.

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Il mercato italiano del caffè domestico sta cambiando nella composizione dei consumi. Il macinato tradizionale perde terreno, mentre capsule, cialde e caffè in grani aumentano la propria incidenza.
È quanto emerge dai dati YouGov e da un’analisi Circana elaborata per Nescafé Dolce Gusto, i cui risultati sono stati riportati dalla stampa nel settembre 2026.
Secondo i dati Circana, nel 2022 il caffè macinato rappresentava il 67,5% dei consumi complessivi espressi in tazze. Nel dato relativo al 2026, la quota scende al 54,4%, con una perdita di 13,1 punti percentuali e una contrazione dei volumi del 16%. Il macinato rimane quindi il formato prevalente, ma la distribuzione dei consumi si sta modificando.
Le cialde passano dal 4,5% al 10,1% dei volumi, registrando un incremento del 134%. Le capsule salgono dal 15,1% al 20,5%, con una crescita del 41,6%, mentre il caffè in grani avanza dal 6,8% all’8,9%, segnando un aumento del 36,8%.
La diffusione delle macchine conferma l’evoluzione delle modalità di preparazione. Secondo YouGov, nel quarto trimestre 2024 il 50,6% delle famiglie italiane possedeva una macchina a capsule, con un incremento di 2,9 punti percentuali rispetto all’anno precedente. La quota delle famiglie dotate di una macchina a cialde risultava pari al 26,4%.
Questi risultati riguardano i formati di caffè acquistati e non misurano direttamente l’utilizzo delle singole attrezzature. Il calo del macinato, quindi, non può essere interpretato automaticamente come un’identica riduzione dell’impiego della moka. Allo stesso modo, il possesso di una macchina, tuttavia, non indica necessariamente un utilizzo esclusivo: nella stessa abitazione possono convivere diversi sistemi di preparazione.

La trasformazione dei formati avviene all’interno di una categoria ampiamente diffusa. Nell’anno terminante a giugno 2025, 22,6 milioni di famiglie italiane hanno acquistato caffè almeno una volta, raggiungendo una penetrazione dell’86%. Il numero di famiglie acquirenti è il più elevato degli ultimi tre anni, mentre il tasso di penetrazione risulta stabile. Nello stesso periodo di osservazione, la frequenza media di acquisto è arrivata a 11 occasioni annue, rispetto alle 10,5 del 2021. La spesa media per famiglia è aumentata da circa 59,5 a oltre 81,8 euro, un andamento sul quale incidono anche i rincari. Il cambiamento riguarda dunque soprattutto la distribuzione degli acquisti tra i diversi formati.

Per il settore del vending e dell’OCS, questi dati rappresentano un elemento di contesto sulle abitudini domestiche, ma non consentono di quantificare direttamente l’evoluzione dei consumi negli uffici o presso i distributori automatici.