Aumento dell’IVA. Cosa accadrà?

01-10-2013 – Il passaggio dell’aliquota IVA dal 21 al 22% inciderà non poco sui consumi – si prevede una contrazione del 3% – e obbligherà ad un generale aumento dei prezzi in virtù sia della maggiore tassazione diretta del prodotto finale che di quella indiretta. L’esempio più semplice e palese è quello dell’aumento del costo dei carburanti (1,50 centesimi), che inciderà sul costo dei trasporti su gomma della quasi totalità delle merci. In questa voce dei costi si va poi ad aggiungere l’aumento delle assicurazioni e delle spese di manutenzione degli automezzi  con i quali le compagnie di gestione espletano il servizio di somministrazione.
Non basta. Affitti, utenze, distributori automatici, prodotti come acqua minerale, succhi, bevande gassate saranno sottoposte ad aumento.
Diventa necessario operare un adeguamento dei prezzi di vendita già nelle prossime ore, calcolando da subito ciò che accadrà dal 1° gennaio 2014, quando l’intero settore sarà colpito direttamente dall’aumento dei 6 punti percentuale, rappresentati dal passaggio dell’aliquota IVA per la somministrazione dal 4 al 10%.
Non sarà facile far comprendere ai consumatori finali che la doppia batosta non può essere semplicemente assorbita da chi fa questo mestiere in maniera onesta e pagando le tasse. Nell’approvare i ritocchi dell’IVA, il governo rischia di ritrovarsi nuovi evasori in barba a tutte le manovre finora escogitate per combattere chi elude il fisco. E probabilmente anche in barba dell’annunciata certificazione dei corrispettivi che verrà.

 

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