Caffè Borbone continua a crescere e chiude il primo trimestre 2022 con +2%

Il Consiglio di Amministrazione di Italmobiliare S.p.A., proprietaria per il 60% di Caffè Borbone srl, ha approvato l’informativa finanziaria periodica aggiuntiva al 31 marzo 2022.
In un contesto che vede il perdurare di elementi di elevata incertezza – legati in particolare
dal rischio geopolitico – Italmobiliare mantiene come focus prioritario il costante supporto
alle Portfolio Companies, che hanno registrato un MOL aggregato pari a 56,2 milioni di euro (74,9 milioni nello stesso periodo dell’esercizio precedente).

Nel settore alimentare, Caffè Borbone continua a mostrare segnali di crescita e chiude il primo trimestre con ricavi pari a 66,4 milioni di euro, con una crescita del 2% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, che aveva beneficiato del maggior consumo domestico di caffè indotto dal lockdown e aveva chiuso a +36% rispetto al primo trimestre del 2020.
A livello di canali, continua a guadagnare quota di mercato la GDO (Grande Distribuzione Organizzata), che chiude il trimestre a +43% in un mercato del monoporzionato che fa registrare un +5% (fonte Nielsen); segnali incoraggianti dall’Estero (+30% vs. Q1 2021), che seppur ancora residuale sul totale è sempre più strategico per le prospettive future della società.
A livello di prodotti, la vendita del caffè in grani è in ripresa rispetto al periodo precedente (+27%), impattato dal lockdown del canale Ho.Re.Ca. legato all’emergenza sanitaria.
Il margine operativo lordo si attesta a 17,1 milioni di euro, con una contrazione del 27% rispetto all’esercizio precedente per l’impatto sulla marginalità industriale della crescita del costo delle materie prime; visto il protrarsi di questo fenomeno, nel secondo trimestre 2022 la società ha effettuato degli incrementi di listino per i principali prodotti della gamma.
La posizione finanziaria netta al 31 marzo 2022 è positiva per 12,2 milioni di euro, con una generazione di cassa1 positiva nel trimestre per 4,6 milioni di euro nonostante la crescita di 12,0 milioni di euro del capitale circolante, legata al già citato incremento del costo della materia prima.

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