Dall’Università di Modena e Reggio Emilia un software antiassembramenti

Ad aprile 2020 è partito un progetto di ricerca Inter-Homines dell’Università di Modena e Reggio Emilia, coordinato dalla Professoressa Rita Cucchiara del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” (DIEF), per individuare il livello di rischio di contagio nei luoghi pubblici e privati attraverso l’Intelligenza Artificiale.

Finanziato dalla Regione con 119.921,60 euro, il progetto ha fatto nascere la startup Go@A ed è diventato un prodotto, ovvero un sofisticato sistema elettronico, in grado di leggere, attraverso l’occhio artificiale, le distanze tra le persone in un luogo pubblico, all’aperto e al chiuso,  individuando assembramenti ed inviando alert per segnalare il rischio.

L’analisi viene effettuata monitorando flussi video, attraverso i quali le persone vengono “lette” nello spazio 3D, rilevando le distanze e riconoscendo se indossano DPI (Dispositivo di Protezione Individuale). Ciò permette di predire i livelli di rischio, costruendo mappe dinamiche dell’area monitorata attraverso servizi di Intelligenza Artificiale e di Computer Vision dedicati, applicabili a telecamere già installate o a telecamere a basso costo su PC industriali.

L’elaborazione dei video tiene conto del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati: nel rispetto delle norme sulla privacy, il sistema elabora immagini con un principio di “privacy-by-design”, non prevedendo alcuna registrazione di flussi video o di dati personali, né in forma locale né in forma centralizzata, garantendo in questo modo una acquisizione di informazioni in totale anonimato.

Come ha spiegato la dottoressa Cucchiara in un’intervista a La Repubblica, il sistema offre un valido aiuto per monitorare il flusso delle persone in aree pubbliche o al chiuso, ma è suscettibile di un ampliamento delle funzioni, a seconda delle necessità: ad esempio, potrebbe verificare quante persone in un determinato luogo sono in possesso del Green Pass.
Attualmente, il sistema è in funzione presso l’Ospedale e l’ufficio anagrafe di Modena, mentre il Gruppo Buonristoro sta valutando di inserirlo all’interno delle sue aree break.

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